Sei settimane senz’acqua potabile Disagi e spese, nessuno fa niente
Più che raddoppiati i costi che ogni famiglia deve sostenere per acquistare bottiglie nei supermercati Il commissario Deligia: «Abbanoa dice che la situazione migliora ma l’Asl non ha dato il via libera»
PORTO TORRES. E' la sesta settimana che a Porto Torres vige il divieto di utilizzo di acqua per qualunque uso alimentare: sono passati 38 giorni dall’ordinanza emanata dal commissario straordinario del Comune, Giuseppe Deligia, ma i parametri non sono ancora tornati alla normalità costringendo la popolazione ad assuefarsi ai disagi che va incontro quotidianamente.
«Siamo costretti ad approvvigionarci di acqua ai supermercati con un esborso economico notevole – dice una signora –, con sacrifici fisici enormi e con la casa piena di plastica, e intanto paghiamo ad Abbanoa acqua inquinata per acqua potabile. Ma tutto questo può ancora essere tollerato? É una situazione non degna di un paese civile».
I cittadini sono esausti, e si chiedono anche se Porto Torres sia destinata a battere il record negativo per i disservizi che l’ente gestore sta causando da dievrsi anni a questa parte. «Il disagio per il perdurare dello stato di non potabilità dell’acqua è tangibile e abbiamo avuto modo di constatarlo più volte anche attraverso le segnalazioni dell’associazione “Civiltà è Progresso” – sottolinea il commissario Deligia –, che rappresenta tanti cittadini. Dall’inizio dell’emergenza abbiamo sollecitato Abbanoa, alla quale abbiamo chiesto di predisporre direttamente servizi sostituitivi di fornitura con autobotti in diverse giornate, servizi che sono stati svolti per la prima volta dalla società, mentre in precedenza erano sempre stati a carico della Protezione Civile e del Comune».
Un servizio che qualche altro cittadino ha definito “caritatevole”, visto che sulla bolletta dell‘acqua che viene recapitata da Abbanoa nelle abitazioni risulta contabilizzata anche l’acqua sporca e non potabile senza quello scorporo chiesto più volte da associazioni e istituzioni pubbliche.
«Nei giorni scorsi il gestore della rete ci ha informato che dai controlli interni i parametri risultavano in miglioramento – aggiunge Deligia –, ma sino a quando l’Asl di Sassari non comunicherà gli esiti delle analisi sui campioni prelevati l’ordinanza di limitazione dell’utilizzo dell’acqua dovrà restare in vigore».. Sin qui la legge applicata dal commissario, per preservare l’igiene pubblica, ma per la comunità rimane il danno economico e il disagio da sopportare per chissà quanto tempo. Nei giorni scorsi gli operai dell’ente gestore hanno effettuato lavori di scarico e collegamento delle condotte idriche di via del Mirto e in via dei Corbezzoli.
Che le criticità esistenti nella rete idrica cittadina esistevano sin dal 2006 lo ha annunciato di recente l’assessore regionale ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda, però questa constatazione infastidisce non poco l’utenza perché si chiede come mai non ci siano stati interventi già 9 anni fa per migliorare una situazione che ora sta precipitando.
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