La Nuova Sardegna

Sassari

A Fiume Santo sardi penalizzati

di Gavino Masia
A Fiume Santo sardi penalizzati

Un’impresa appaltatrice ha assunto trenta lavoratori provenienti dalla Sicilia e dalla Campania

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PORTO TORRES. In una città che annovera un numero spropositato di disoccupati, cifre confermate dai dati del Centro per il lavoro di via Bottego, arriva la notizia di circa trenta nuove assunzioni di ponteggiatori campani e siciliani nella centrale di Fiume Santo. «La ditta Ctm ha preferito lasciare a casa la manodopera locale per dare spazio a lavoratori che arrivano da altre regioni – protesta il consigliere comunale del Pd Massimiliano Ledda –, senza pensare minimante alle sofferenze economiche di tante famiglie portotorresi che speravano di trovare un po’ di lavoro dalle fermate: questa situazione non può andare avanti, e siamo pronti a fare un sit in davanti ai cancelli della centrale per fare desistere la direzione E.On da queste decisioni che penalizzano un territorio che si trova alla fame». Una situazione che sembra passare sottotraccia per i sindacati, forse impegnati in altre vertenze, ma che non fa certo abbassare la guardia chi vive in città e ricorda con rabbia il mancato rispetto degli impegni da parte della multinazionale tedesca nella costruzione del quinto gruppo. «Ancora una volta l’alto numero dei disoccupati non basta ad avere un occhio di riguardo per il nostro territorio – aggiunge il dirigente del Partito dei Sardi, Nando Nocco –: è di questi giorni la notizia che nella centrale di Fiume Santo la multinazionale, in occasione della fermata per la manutenzione del terzo gruppo, le maestranze stanno arrivando dalla Campania e dalla Sicilia: in considerazione del fatto che questi operai vengono chiamati a svolgere delle normali manutenzioni che non richiedono specializzazioni non presenti fra i nostri disoccupati, ci chiediamo quali siano le motivazioni che spingono le ditte appaltatrici a non attingere dalle liste dei disoccupati del nostro territorio». Per Nocco si deve ancora una volta prendere atto che la multinazionale dimostra uno scarso interesse per le problematiche sociali e occupazionali del territorio in cui opera, lasciando un segno negativo che rimarrà dopo il suo abbandono. «Auspichiamo che la nuova società subentrata in questi giorni sia più attenta e aperta alle problematiche occupazionali, ambientali e sociali del nostro territorio – aggiunge –, e che la nuova amministrazione cittadina curi con maggiore attenzione e dialogo costruttivo i rapporti con essa e di conseguenza con tutte le società che operano nel nostro sito industriale». C’è chi sceglie all’esterno dell’isola per far fare lavori che sanno eseguire molto bene gli operai locali, col silenzio delle istituzioni, e c’è chi invece investe sul territorio per dare una mano a chi ha bisogno. È il caso della cooperativa Sacoop: ha assunto 30 ragazzi portotorresi per 10 giorni di lavoro, che cominceranno da questa mattina nella centrale alla fermata “Desox”, ossia il sistema di desolforazione. I giovani sono stati assunti a tempo determinato attraverso la presentazione del loro curriculum, con la possibilità di poter essere richiamati per lavori futuri. Nella centrale, intanto, prosegue lo sciopero indetto da Flaei-Cisl e Uiltec-Uil fino alla fine del mese.

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