Di seme in seme è nato un orto all’ottavo circolo
SASSARI. Lo hanno chiamato "Progetto orto", la particolarità consiste nei contadini chiamati a gestirlo: hanno tutti un'età compresa tra i quattro e i cinque anni. Sono infatti gi alunni della...
SASSARI. Lo hanno chiamato "Progetto orto", la particolarità consiste nei contadini chiamati a gestirlo: hanno tutti un'età compresa tra i quattro e i cinque anni. Sono infatti gi alunni della sezione A della scuola dell'infanzia di via Cattalochino, Ottavo Circolo Didattico "Galileo Galilei", che grazie alle insegnanti Graziella Muresu e Maria Grazia Falchi ormai da anni ha inserito nelle proprie attività anche quella inerente la progettazione, la realizzazione e la cura dell'Orto didattico, trasformando un piccolo pezzo di terra in aula a cielo aperto, e dando la possibilità ai bambini di sporcarsi, non sono con tempere e pennarelli ma anche con terriccio, humus e foglie secche.
I bambini hanno utilizzato i semi donati lo scorso anno dalla scuola primaria del Canopoleno, calandosi nei panni di entusiasti contadini, hanno potuto piantare semenze di varie tipologie ed hanno potuto assistere alla loro trasformazione in piante, imparando in questo modo a riconoscere le specie di uso comune, ad osservare la natura, i suoi ritmi lenti, il ciclo delle stagioni, ed a raccogliere i frutti del proprio lavoro.«Un'attività manuale – dice Graziella Muresu – che li ha stimolati a sperimentare e sviluppare nuove abilità, a scoprire il mondo delle piante, a fare esperienze concrete che si sono rilevate interessanti ed istruttive».
Nell'orto c'è tutto: dal prezzemolo al basilico, dalle cipolle alle zucchine ai pomodori di diverse qualità insomma un mondo intero di sensazioni visive, olfattive, tattili che rafforzate nell'esperienza diretta, si fissano nei ricordi.E per consentire anche ad altri contadini in erba, questa straordinaria esperienza, i bambini di via Catalocchino hanno pensato di donare i semi ottenuti dalla loro primizie ai "colleghi" della scuola dell'infanzia di viale Trieste, sperando di poter intraprendere un proficuo gemellaggio ricco di spunti, collaborazioni ed ortaggi freschi.
Giovanni Gelsomino
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