Appello Oses: sui migranti il governo coinvolga l’Europa
SASSARI. Il Centro studi Oses, in occasione della visita di giovedì scorso della guida spirituale religiosa del Senegal, Serigne Mame Mor Mbackè, ha messo a confronto alcuni esperti sul tema dell’immi...
SASSARI. Il Centro studi Oses, in occasione della visita di giovedì scorso della guida spirituale religiosa del Senegal, Serigne Mame Mor Mbackè, ha messo a confronto alcuni esperti sul tema dell’immigrazione per discutere delle problematiche inerenti l’accoglienza e l’inserimento sociale in Sardegna. Erano presenti all’incontro Alessandro Fiori, esperto per la giunta regionale delle tematiche d’immigrazione, e don Gaetano Galia, direttore della Caritas Turritana.
Il dibattito si è sviluppato partendo dalla distinzione tra profughi e migranti, «perché se è vero che entrambi fuggono dai loro paesi, le motivazioni che li spingono alla fuga sono differenti: i profughi - sieè detto - sono perseguitati per motivi religiosi, politici o scappano dalla guerra, viceversa i migranti afflitti dalla fame e dalla carestia fuggono per garantire la sopravvivenza a se stessi ed alle famiglie rimaste in patria». L’appello è rivolto al governo che ha il compito di gestire l’emergenza ed evitare il ripetersi di tragedie, ma contemporaneamente si dovranno varare programmi duraturi per l’inserimento sociale dei migranti che, se abbandonati a se stessi senza prospettiva e senza futuro, diventeranno un disvalore sociale. Altro compito del Governo è quello di contemperare la politica migratoria con le esigenze dei connazionali i quali, in questo momento, si sentono abbandonati ed interpretano l’intervento economico-sociale in favore degli stranieri come una disparità di trattamento. Per evitare l’inasprimento della rivalità tra poveri ed emarginati, italiani e migranti, la politica dell’accoglienza, del dialogo e della condivisione dovrà essere affiancata da interventi di sviluppo e di sostegno con azioni durature che coinvolgano anche l’Europa.
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