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Sassari

L’eredità ripartita in quote “diseguali” tra i vari nipoti

Gentile avvocato Bassu, nel gennaio 2015 muore l'ultimo zio vivente (fratello di mio padre). Non ha moglie; non ha figli ma gli eredi sono 10 nipoti figli di fratelli e sorelle del de cuius; non ha...

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Gentile avvocato Bassu, nel gennaio 2015 muore l'ultimo zio vivente (fratello di mio padre). Non ha moglie; non ha figli ma gli eredi sono 10 nipoti figli di fratelli e sorelle del de cuius; non ha fatto testamento ma ha lasciato, in un libretto postale a lui intestato, una somma di circa 100.000 euro.

Ancora prima di ricevere un euro dall'eredità, Equitalia invia in data odierna una cartella da dove risulta che la cifra non è ripartita in quote uguali. Infatti a quattro nipoti è attribuito un ottavo del totale ed ai rimanenti sei un dodicesimo. Perchè?

La ripartizione dell'eredità, avvenuta nel caso rappresentato, interessa una serie di norme del Codice Civile che devono essere interpretate congiuntamente.

Alla morte di un individuo si apre la successione e quindi, salvo rinuncia, il patrimonio viene ripartito tra gli eredi legittimi qualora non sia stato redatto un testamento. La legge prevede un ordine di successione ereditaria fondato sul grado di parentela verso il de cuius che, partendo dal coniuge, giunge sino al sesto grado incluso. La disciplina da applicare nel caso in esame è, anzitutto, prevista dall'art. 570 cod. civ. che attribuisce l'eredità, in parti uguali, ai fratelli e alle sorelle del defunto qualora questi non abbia lasciato un coniuge, figli e ascendenti.

I dieci nipoti subentrano ai loro genitori (fratelli e sorelle del de cuius) per rappresentazione, ossia sulla base di un subingresso nei diritti spettanti ai loro ascendenti. La rappresentazione comporta una conseguenza sul piano della ripartizione dell'asse ereditario, ossia del patrimonio, perché impone la divisione per stirpe e quindi a ciascun nipote dovrà attribuirsi una porzione della quota spettante al genitore, fratello del defunto.

Secondo i dati forniti sembrerebbe che quattro dei dieci nipoti siano figli di Tizio mentre gli altri sei di Caia cosicché i primi quattro dovranno spartirsi pro capite la metà, ossia 50.000 euro, ottenendo ciascuno 1/8 dei 100.000 euro; al contrario gli altri sei nipoti otterranno 1/12 perché dovranno dividersi la quota del genitore che rappresentano pari, come detto, a 50.000 euro.

Se l'ipotesi abbozzata è giusta la ripartizione avvenuta in quote "diseguali" fra i vari nipoti è corretta. (Avv. Giuseppe Bassu)

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