Ebola, l’infermiere «Ora sono a casa e ho bisogno di pace»
SASSARI. «Ora voglio solo un po’ di pace. E godermi i miei cari. Non ho potuto farlo per niente da un bel po’». Queste le parole di Stefano Marongiu, l’infermiere sassarese dimesso mercoledì mattina...
SASSARI. «Ora voglio solo un po’ di pace. E godermi i miei cari. Non ho potuto farlo per niente da un bel po’». Queste le parole di Stefano Marongiu, l’infermiere sassarese dimesso mercoledì mattina dallo Spallanzani di Roma dopo aver sconfitto, in 28 giorni di durissima battaglia, il virus Ebola.
Il cooperante di Emergency è sbarcato ieri poco prima delle 19 all’aeroporto di Alghero. E, dopo le ultime parole di congedo, si è diretto verso al casa di famiglia di Sassari dove lo attendevano la mamma e le due sorelle, oltre ai due meticci Balù e Zino, anche loro divenuti famosi per aver fatto (primo caso al mondo) il loro periodo di 21 giorni di quarantena insieme alla famiglia.
Il precedente non era dei migliori: nonostante la mobilitazione internazionale Excalibur, il cane dell’infermiera spagnola malata di Ebola, venne abbattuto precauzionalmente (non si è mai verificato un caso di contagio di Ebola su un cane) nell’ottobre 2014. «Non avevo dubbi che i miei cani se la cavassero – scherza il cooperante – anche perché non avevo avuto nessun contatto con loro. Sono comunque contento che tutto sia stato gestito al meglio».
E, mentre Stefano Marongiu si gode la sua meritata e riconquistata privacy, a rinfocolare le polemiche ci pensa il senatore Silvio Lai: «Salutando con grandissima gioia la notizia della guarigione e del ritorno a casa di Stefano Marongiu – spiega – non posso che stigmatizzare il tentativo, da parte di alcuni, di utilizzare vicende delicate come questa dell'ebola per scopi politici, mentre si era con il fiato sospeso per il destino di vite umane. Polemiche e critiche rivelatesi infondate, prive di senso, dannose, sia per l'inutile allarmismo generato, con l'episodio gravissimo della pubblicazione di dati sensibili, sia perché andavano a colpire il lavoro e la professionalità di chi ha affrontato il caso con abnegazione e competenza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
