Spiagge sempre più sporche e senza servizio di salvamento
La situazione più critica si registra allo Scoglio Lungo. Pulizie inesistenti a Balai e le Acque Dolci La denuncia del consigliere Davide Tellini: «L’autorità portuale si è dimenticata della nostra città»
PORTO TORRES. Con l’arrivo dell’estate i bagnanti auspicavano una pulizia delle spiagge e il servizio di salvamento al pari di altre località balneari del territorio. La Port Authority ha la competenza demaniale dalla Renaredda fino a Balai, un tratto di costa stupendo che non è mai stato preso in considerazione durante la bella stagione. L’allora commissario straordinario dell’Autorità portuale parlava di diciassette tonnellate di spazzatura recuperate e inviate in discarica per completare la pulizia delle zone più pregiate della città quali sono i litorali: peccato però che i lidi in questione fossero solamente quelli di Olbia, perché in città non si è mai visto un intervento. «A Porto Torres le spiagge sono infatti ancora in una condizione di totale abbandono – denuncia il consigliere Davide Tellini –, nonostante l’area di competenza dell’ente portuale si estenda sino a Balai e in questi anni l’Autorità portuale, seppur sollecitata, non si è mai adoperata per la pulizia dei nostri litorali: ancora una volta ha perso l’occasione di dimostrare attenzione verso la nostra città, ad oggi non risulta avviata alcuna attività di cura e decoro lungo la costa, e a stagione già iniziata si vedono spiagge invase da tappeti di alghe non rimossi e rifiuti di ogni tipo». Una condizione riscontrata quotidianamente dalle persone che vanno a mare allo Scoglio Lungo, la spiaggia più vicina alla cinta urbana e tra le più frequentate da famiglie con bambini , che stanno provando ad arrangiarsi anche da soli nella raccolta rifiuti che rende almeno più decoroso e igienico quell’arenile. Senza dimenticare, inoltre, che c’è ancora il canalone formato dagli sversamenti fognari dopo le piogge: tutti conoscono da anni la soluzione del problema, ma neppure un euro è stato investito per mettere a posto la situazione. «Non se la passano bene nemmeno le Acquedolci e Balai – aggiunge Tellini – dove servirebbe una pulizia quasi quotidiana sia sul litorale che nelle zone verdi adiacenti, proprio come è stato fatto a Olbia. Tutto ciò mentre c'è silenzio anche sull’avvio del servizio di salvamento a mare e di facilitazione dell’accesso all’acqua per i disabili». Una città che aspira anche a diventare turistica, si aspetta maggiori attenzioni da parte degli enti competenti sul demanio marittimo, soprattutto in un momento di forte crisi economica che limita gli interventi da parte dell’ente locale. «Mi chiedo se a questo punto non faccia comodo a qualcuno che Porto Torres resti in “serie B” rispetto ad altre realtà verso cui gli enti competenti dimostrano, invece, sempre massimo rispetto e massima attenzione», conclude Tellini. Proprio per questi motivi non c’è da stupirsi se l’Autorità portuale commissariata viene ormai ritenuta un corpo estraneo a questo territorio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
