Ebola, Pili finisce dal Garante della privacy
Il commissario dell’Asl segnala a Soro le “rivelazioni” del deputato sui familiari dell’infermiere malato
SASSARI. Il commissario straordinario dell’Asl numero 1 ha segnalato al Garante della privacy il comportamento tenuto dal deputato Mauro Pili sul caso Ebola. E, più nello specifico, la pubblicazione con un post sul suo profilo Facebook dell’indirizzo, del numero civico e addirittura del piano dove vive la famiglia dell’infermiere sassarese colpito e poi guarito dal terribile virus.
Agostino Sussarellu ha avuto parole molto dure nei confronti del parlamentare di Unidos nel corso di una serata dedicata l’altro ieri ai diritti alla salute organizzata nel complesso sassarese di Rizzeddu da movimenti e associazioni. I commissario ha denunciato in particolare i toni allarmistici utilizzati dal parlamentare sardo.
«Soprattutto nella violazione della privacy e di altri dati sensibili sul volontario di Emergency», ha aggiunto. Anche da qui la verifica sempre da parte degli stessi vertici dell’Asl - che due settimane fa avevano già informatola prefettura di Sassari sulle manifestazioni pubbliche rese da Pili sotto questo profilo - di valutare un esposto all’Ordine dei giornalisti. Il deputato risulta ancora iscritto all’albo di categoria come professionista, nonostante da anni sia in distacco e svolga attività politica prima in consiglio regionale poi in parlamento.
E secondo l’Azienda sanitaria locale numero 1 avrebbe in questo senso dovuto rispettare «la verità sostanziale dei fatti», evitando poi di trasgredire le norme deontologiche a tutela di tutti gli elementi posti dalle disposizioni generali di legge e dalle Carte professionali a garanzia della riservatezza di categorie deboli come i pazienti e i loro familiari.
Interpellato subito dopo la pubblicazione di quei dati su Fb da parte di Mauro Pili, il Garante della privacy, l’ex parlamentare pd di Orgosolo Antonello Soro, aveva dichiarato di non poter intervenire sul caso proprio perché, se ci fosse stata una segnalazione formale, l’Authority avrebbe dovuto occuparsene in termini ufficiali e non avrebbe quindi potuto anticipare un giudizio.
Più in generale, comunque, il Garante aveva sottolineato l’esigenza di salvaguardare sempre la privacy degli ammalati. A meno gli interessati non facciano espressa richiesta contraria oppure siano loro stessi a rivelare pubblicamente identità e altri aspetti delicati che li riguardano. (pgp)
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