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Sassari

Necessari interventi: il parco di Fundone non è ancora agibile

di Pietro Simula
Necessari interventi: il parco di Fundone non è ancora agibile

Ossi, ordinanza di chiusura del neo sindaco Giovanni Serra Prima la messa in sicurezza e poi l’affidamento in gestione

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OSSI. Un fiore all’occhiello per la vecchia amministrazione, una spina nel fianco per la nuova giunta. Sono le due immagini contrapposte e conflittuali del parco urbano di Fundone, un’opera costata un milione e trecentomila euro, di cui 721mila di fondi Por, 180mila di fondi regionali, 400mila di fondi comunali.

Dichiarata la fine lavori la struttura è stata solennemente inaugurata dal sindaco uscente Pasquale Lubinu, che, comprensibilmente, voleva essere lui a raccogliere i frutti della conclusione di un’opera considerata la più importante mai realizzata ad Ossi da un’Amministrazione comunale. Restava qualche dettaglio, qualche rifinitura qua e là; ma la struttura poteva considerarsi pronta alla fruizione dei cittadini.

È vero che mancava ancora un gestore; ma per la metà il parco era già stato dato in uso gratuito per vent’anni (qualcuno aveva per la verità storto il naso trovando discutibile il fatto di espropriare a privati per concedere gratis ad altri privati); e per il parco vero e proprio, quella parte attrezzata a ridosso del centro storico, era pronta una gara d’appalto con numerose domande già presentate.

Questione di giorni soltanto: intanto la struttura, nuova di zecca e fresca di inaugurazione, poteva continuare a rimanere aperta. Pochi giorni in cui il ciclone è passato prima in Comune, stravolgendo programmi e aspettative, senza risparmiare neppure Fundone, dove, complice la primavera, l’erba è cresciuta alta e rigogliosa, insieme ai rifiuti ogni giorno più abbondanti.

Intanto cominciano a correre voci che le condizioni di sicurezza dell’area siano piuttosto precarie, che una struttura a suo tempo utilizzata come scuderia abbia il tetto in eternit (e potrebbe trattarsi di amianto), che il canalone e un pozzo non abbiano adeguata protezione, si intravedono quadri e fili non adeguatamente protetti, qua e là segni di atti vandalici (gazebo manomessi, rami spezzati) favoriti dalla mancanza totale di vigilanza.

La prima reazione del neo sindaco Giovanni Serra e dei nuovi amministratori, recatisi in loco per un sopralluogo, è di grande sorpresa, di forte disappunto e soprattutto di preoccupazione. Inevitabile, non “un dispettuccio” nei confronti della vecchia maggioranza, la decisione di chiudere. Detto fatto: l’ordinanza scatta l’8 giugno, trenta giorni dopo l’inaugurazione, all’ottavo giorno dalle elezioni. “Chiusura immediata ed interdizione all’accesso”, precisa il provvedimento.

Non possiamo, precisa il sindaco Serra, ricorrere agli operai del comune, già gravati da altre mansioni e impegnati nelle manutenzioni del centro abitato e degli stabili comunali. Le condizioni per la riapertura del parco sarebbero almeno due: l’esecuzione degli interventi necessari per la messa in sicurezza e l’affidamento in gestione. Ma, oltre ciò, ci sarebbe anche l’intento di rivisitare tutta la pratica. L’impressione è che i tempi per la riapertura non saranno probabilmente brevi.

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