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Sassari

Sorso, bruciate le palme che fanno ombra alle case

di Salvatore Santoni
Sorso, bruciate le palme che fanno ombra alle case

Gli alberi dati alle fiamme nel giardino degli alloggi popolari di via Marina Il giorno prima c’era stato un tentativo di rogo. Da mesi non vengono potati

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SORSO. In fiamme le palme che si trovano nel giardino delle case popolari, nella parte bassa di via Marina. Un incendio di origine dolosa è divampato poco prima delle 14 di venerdì mandando in cenere le folte chiome. Sul posto sono intervenute le squadre della Protezione civile e dei vigili del fuoco, che hanno spento il rogo in pochi minuti. Il giorno precedente, giovedì pomeriggio, i soccorsi avevano sventato un primo tentativo di mandare in fumo la vegetazione. All’origine dei due gesti potrebbe esserci il forte disagio – che va avanti ormai da mesi - dei residenti della zona, costretti a vivere con un muro di rami e fogliame che sovrasta il palazzo di 4 piani impedendo alla luce del sole di filtrare negli appartamenti. «Sono mesi che segnaliamo il problema all’amministrazione comunale inseguendo i vari assessori di turno senza successo. Siamo stufi di essere considerati cittadini di serie B», racconta un inquilino.

Ombra perenne. Nella facciata ovest dei due palazzoni incastonati fra le vie Marina e Melis il sole non batte mai: è un eclissi perenne. I residenti ai piani bassi se ne sono fatti una ragione da tempo. Per rendersi conto del disagio che vivono ogni giorno è sufficiente dare una sbirciata dall’esterno del giardino. Un muro di fogliame, la cui crescita è chiaramente sfuggita di mano, copre buona parte dei balconi della facciata ovest. I rami arrivano fino al quarto piano della struttura, insinuandosi prepotentemente fra un balcone e l’altro. Negli alloggi popolari vivono anche famiglie con persone anziane, in certi casi che soffrono di malattie debilitanti: la loro condizione già di per sé complicata, è acuita da questo ulteriore disagio.

La protesta. Già nel dicembre 2014, gli abitanti della zona popolare di via Marina avevano protestato contro una situazione che subiscono nell’indifferenza generale. L’altezza raggiunta dalle chiome è impressionante e nessuno interviene a effettuare le potature previste. E se gli inquilini dei piani bassi sono costretti a utilizzare la luce artificiale ogni momento della giornata, quelli dei piani alti devono fare i conti con l’oscillazione preoccupante delle piante a pochi centimetri da finestre e balconi.

L’amministrazione. L’assessore alle Manutenzioni Agostino Delogu: «La Romangia Servizi aveva già calendarizzato la pulizia della zona. I lavoratori hanno prima eseguito gli interventi al cimitero e nei giardinetti di via Tanda in programma, e nei giorni scorsi avrebbero dovuto iniziare la pulizia del giardino di via Marina. Purtroppo però, a causa del ritardo nel pagamento degli stipendi, è iniziato lo stato d’agitazione ». Delogu auspica «una rapida soluzione della vicenda».

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