La Nuova Sardegna

Sassari

E dopo quasi due mesi l’acqua è di nuovo potabile

di Gavino Masia
E dopo quasi due mesi l’acqua è di nuovo potabile

L’Asl ha eseguito i controlli: i parametri sono finalmente rientrati nella norma Ora ci si chiede se Abbanoa inserirà in bolletta i costi dei 51 giorni di crisi idrica

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PORTO TORRES. L’acqua è finalmente di nuovo potabile. A distanza di 51 giorni arriva finalmente la buona notizia da parte della Asl di Sassari - Dipartimento di prevenzione, Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione -, in cui si specifica che «i controlli effettuati sull’acqua ad uso potabile risultano conformi».

Una notizia recapitata ieri in Comune ed è stata quindi revocata l’ordinanza di limitazione dell’utilizzo dell’acqua che era in vigore dallo scorso 27 aprile. La popolazione può quindi bere l’acqua che sgorga dai rubinetti e riempiere le pentole per cucinare qualche pietanza, e soprattutto diminuire l’acquisto di bottiglie e risparmiare i pochi denari considerando la grave crisi che investe il territorio comunale e non solo. «Ma ora Abbanoa ci recapita la bolletta dell’acqua, di questi ultimi due mesi?», commenta una signora dopo aver appreso che l’acqua è di nuovo potabile. Un interrogativo che sicuramente si pongono in tanti, considerando che nei periodi scorsi l’acqua sporca e maleodorante veniva contabilizzata lo stesso come buona e potabile nelle fatture spedite ai contribuenti.

Nella città dei pozzi l’ente gestore viene visto alla stregua di un nemico da combattere sempre e comunque, perché troppo lontano dalle giuste esigenze dei cittadini che devono recarsi in altre località per trovare uno sportello di Abbanoa che possa dare risposte esaustive. Per un breve periodo c’erano due operatori dell’ente che ricevevano all’interno del Comune, nei giorni della tensione, e la gente trovava il modo di spiegare la loro situazione e ricevere in cambio la via percorribile per arrivare alla risoluzione dei problemi. Ora spetterà alla nuova amministrazione, una volta insediata, valutare questo problema.

Per quanto riguarda la class action contro l’ente gestore, promossa dall’associazione “Civiltà è Progresso”, la proposta prosegue il suo cammino attraverso la consulenza di legali e rappresentanti di associazioni di consumatori. La città non si fida dopo aver subito disservizi e il record negativo dell’acqua non potabile.

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