La Nuova Sardegna

Sassari

«Gabbiano», fiamme nella notte

di Gavino Masia
«Gabbiano», fiamme nella notte

Nuovo incendio doloso: il pronto intervento dei vigili del fuoco ha evitato conseguenze drammatiche

3 MINUTI DI LETTURA





PORTO TORRES. E’ di sicura origine dolosa l’incendio che nella notte tra giovedì e ieri ha interessato un capannone della società ecologica Il Gabbiano, nella zona artigianale di via Pigafetta. L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco del distaccamento di Porto Torres ha evitato un autentico disastro all’interno dell’azienda specializzata nella raccolta e nel trattamento degli oli vegetali esausti, e a quanto pare il fuoco ha interessato diverse attrezzature presenti all’interno della struttura. La società è specializzata nella produzione di biodiesel, oli per catene di motosega e di distaccanti per edilizia. L'olio vegetale esausto, infatti, si presta ad un recupero industriale da cui è possibile ottenere prodotti d'alto profilo ambientale che sostituiscono vantaggiosamente altri prodotti a base d'idrocarburi od ottenuti per sintesi chimica.

L’incendio segue di appena un giorno un altro incendio di origine dolosa, almeno da quanto affermato dal proprietario dell‘automobile, accaduto alle 2,30 di giovedì all’incrocio tra via Petrarca e via Petronia: in quell’occasione le fiamme hanno distrutto una Citroen C3 nera, di proprietà della moglie di un operaio, coinvolgendo anche un fuoristrada Suzuki Gran Vitara investito dalle fiamme nella parte anteriore. Atti incendiari che si stanno susseguendo ai ritmi di una città metropolitana, dunque, con gli incendiari che agiscono in piena notte per non dare nell’occhio e per non lasciare tracce.

Poco più di un mese fa cinque auto coinvolte nel fuoco nella centralissima piazza Bazzoni-Marinaru, con le fiamme partite dalla ruota posteriore di un Bmw cabriolet, che si sono poi propagate in direzione di una Fiat Punto, una Suzuki Gimmy e una Smart. Ancora più recente l’incendio di una moto d’acqua in un garage di viale delle Vigne, un gesto deprecabile e assurdo perché le fiamme hanno poi ucciso anche il povero cane del proprietario e sfiorato gli altri appartamenti del palazzo. Andando a ritroso nel tempo ci sono attentati incendiari di tutti i tipi - compresi quelli accaduti in via Manzoni e quelli che hanno interessato diversi ex assessori comunali della precedente legislatura - e sinora solo danni ingenti alle auto e alle cose.

Un lungo elenco che non si addice a una comunità da sempre estranea a questo tipo di cultura, ma a quanto pare qualcosa sta cambiando in peggio e non si trova una benché minima soluzione a questi fatti criminosi. Il prefetto ha convocato alcune volte il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza per discutere di questi fatti, ma da allora l’escalation degli incendi sono proseguiti senza pause. In città c’è ora la psicosi dove parcheggiare la propria auto, auspicando che il tratto di strada sia illuminato (la via Manzoni risulta al buio) e che la luce possa scoraggiare i potenziali attentatori. Una situazione difficile che ha preso effettivamente piede circa tre anni fa, con gli inquirenti che indagano a trecentosessanta gradi e con molto riserbo. Anche strumenti come le telecamere, da installare nei punti nevralgici della città sono state invocate a più riprese, però il finanziamento della Regione (120mila euro) non è ancora arrivato a destinazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative