La Nuova Sardegna

Sassari

Acqua off limits, l’emergenza continua

di Luigi Soriga
Acqua off limits, l’emergenza continua

Operazioni di pulizia delle condotte complicate anche perché Abbanoa non possiede la mappatura precisa della rete

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SASSARI. Sino a lunedì difficilmente la situazione idrica potrà migliorare. Due terzi della città continuano ad essere approvvigionati con acqua non potabile, perché i parametri chimici superano la soglia di legge: nitriti, manganese, alluminio e ferro sono fuori norma.

Il problema è che non esiste una soluzione che possa risolvere veramente il problema. Abbanoa infatti attribuisce l'alterazione dei valori di potabilità alle pessime condizioni della rete idrica sassarese. Tubature colabrodo che, oltre a perdere per strada la metà della risorsa, la inquinano rilasciando residui di ruggine, sporcizia e calcaree. Condotte vecchie anche 50 anni, che dovrebbero essere smantellate e sostituite da cima a fondo. Soprattutto ogni volta che si verifica uno sbalzo di pressione e la rete ha dei forti sussulti, dentro la pancia della città accade più o meno quello che si verifica quando in casa manca l'acqua e ritorna dopo qualche minuto. Il primo liquido che sgorga dal rubinetto è giallo e pieno di detriti. Da considerare naturalmente che mediamente le tubature domestiche hanno molto meno anni sulle spalle e meno acciacchi di quelle pubbliche.

Abbanoa dunque, per far sì che l'acqua arrivi limpida sino all'utente finale, non dovrebbe limitarsi ai soliti interventi tampone che svolge ad ogni disservizio. In queste settimane, ad esempio, i tecnici sono impegnati nello spurgo di 32 punti critici della rete. Le condotte vengono pulite con degli idranti, e i detriti e la sporcizia fatti defluire all'esterno attraverso una sorta di valvola di sfogo. Ma anche queste operazioni, così come più in generale le riparazioni delle falle, il più delle volte risultano complicate perché a Sassari Abbanoa non possiede la mappatura precisa della rete. In pratica i tecnici spesso devono andare a naso, non sono in grado di andare a colpo sicuro sul problema. E questa mancanza di know how si deve alla confusione nel passaggio da Siinos al gestore unico, e a una serie di dirigenti e tecnici, andati in pensione, che avevano la memoria storica della innervatura delle condotte. Per rifare la rete da capo occorrerebbero una valanga di milioni di euro, una somma nemmeno ipotizzabile per una società che annaspa nel deficit più buio.

Il sindaco Nicola Sanna ha calcolato che l'anno scorso per più di 200 giorni l'acqua in città è risultata non potabile: alla luce di quanto detto non c'è molto da stupirsi. In via Prati, Monte Rosello, centro Storico basso, Latte Dolce, Porcellana e Palmadula i disagi si verificano da diverso tempo. Ma da due giorni, dopo i controlli dell'Asl, quei quartieri sono in buona compagnia. Valori fuori norma anche a Monte Rosello basso, Sacro Cuore, Centro storico, Piandanna, Santa Maria di Pisa e PreddaNiedda. Divieto di utilizzare l'acqua a scopi alimentari, va bene solo per lavare la frutta e la verdura e per gli usi igienici.

Ieri mattina, dalle 11 in poi, in via Bachelet era disponibile per i cittadini una rastrelliera di rubinetti che attingono direttamente all'acqua potabile del Bidighinzu. Diverse persone si sono approvvigionate lì per non dover comprare al supermarket litri e litri di acqua anche solo per cucinare una pentola di pasta.

Ma tutti sono molto arrabbiati per i continui disagi patiti: «Abbanoa non va a vedere quante volte l'acqua non è servibile prima di inviarmi a casa le bollette – si lamenta una donna –, siamo costretti a pagare per un servizio che da anni non viene garantito. Tutto questo è assurdo, e non c'è modo per tutelarci». Ma la potabilità è solo uno dei disservizi: «Abito al Monte Rosello alto _ dice un signore _ ora l'acqua è sporca, ma il problema più grosso è quando dal rubinetto ne scende solo un filino. Io sogno una doccia come si deve, con l'acqua che sgorga a pressione».

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