Il Pd va al voto segreto per giubilare un assessore
A Sennori la situazione si fa esplosiva con l’ipotesi di silurare l’ex vicesindaco Una battaglia che rischia di far andare in frantumi l’intera maggioranza
SENNORI. Il Pd sennorese va al voto segreto per scegliere chi dovrà lasciare il proprio posto in giunta. Ieri mattina ha votato circa la metà del direttivo ma il risultato della votazione è ancora top secret: tra segretario ed ex assessori bocche cucite e telefoni spenti.
Si fa strada l’esclusione forzata dell’ex vice sindaco Giovanni Cocco: possibile un suo addio al partito. Le ultime ore prima del voto sono state caratterizzate da un fitto scambio di messaggi e chiamate fra quelli che ormai potrebbero diventare ex compagni.
Ora la delicata situazione politica rischia di gettare nel caos l’intera maggioranza e compromettere le elezioni del 2016. Nel frattempo la giunta è alla paralisi amministrativa: senza tutti gli assessori insediati non si può deliberare.
La votazione. Secondo le ultime indiscrezioni, alla chiamata al voto (segreto) per scegliere chi fra gli ex assessori dovrà rimanere effettivamente senza poltrona, si sarebbero presentate soltanto 9 persone: la metà degli aventi diritto. Sono, infatti, 18 i membri complessivi che siedono nel direttivo di via Vittorio Emanuele. Una situazione che dimostra come il Pd sia diviso tra falchi e colombe. Ed è proprio sulla prima categoria che circolano voci su forti ambizioni alla carica di vice sindaco, poi propedeutica alla candidatura a sindaco per le comunali 2016. In sintesi, a fare gola è la posizione di vice sindaco fino a pochi giorni ricoperta da Cocco, finito nel mirino dei suoi stessi compagni. Fratelli coltelli. Che la situazione sarebbe diventata esplosiva si sapeva da quando hanno iniziato a diffondersi voci di un probabile siluramento di Giovanni Cocco, rilevante in termini politici (e di voti). In sostanza, si va affermando uno scenario che vedrebbe tagliata fuori la corrente vicina all’ex sindaco Ciccito Morittu, che in termini di voti vale più o meno il 40% dell’intero schieramento dem sennorese.
Il caso Senes. Ma per capire meglio la crisi del partito di maggioranza relativa della coalizione di centro sinistra, è necessario ripercorrere i vari ragionamenti fatti all’interno del “conclave” Pd nelle ultime settimane. Uno fra tutti, è l’offerta sacrificale dell’ex assessore Franco Senes che, pur di non vedere la coalizione andare in frantumi, avrebbe offerto al direttivo la propria testa. Niente da fare: proposta respinta e avanti con il voto segreto.
Giunta paralizzata. La striminzita maggioranza di Roberto Desini (9 a 8) potrebbe mettere a rischio lo stesso primo cittadino: basterebbe lasciare alla porta un solo uomo per ribaltare i numeri e rendere appetibile un’ipotesi di mozione di sfiducia. La crisi di maggioranza, oltre a causare una potenziale emorragia di consensi, sancisce la paralisi dell’attività dell’esecutivo. Infatti, se è vero che il Tuel e la legge regionale fissano un numero massimo di assessori all’interno di una giunta (6 più il sindaco per Sennori), è anche vero che delega il numero minimo alla potestà statutaria dei Comuni. Oggi a Sennori sono insediati due assessori (Sassu e Pazzola), ma lo statuto prevede espressamente che la giunta sia composta di 6 assessori: diversamente non potrebbe deliberare.
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