Jobs act, a confronto paure e possibilità
La Cisl territoriale dedica due giorni di dibattito al precariato e ai nuovi contratti a tutele crescenti
SASSARI. L’applicazione del contratto a tutele crescenti sanerà davvero la piaga del precariato? La conciliazione agevolata darà le risposte che centinaia di lavoratori attendono da tempo? In che modo questi temi si inquadrano nella realtà sassarese dove crisi e disoccupazione hanno creato delle vere emergenze? Temi cruciali al centro di un importante convegno organizzato dalla Cisl, in programma il 30 giugno e il 1 luglio, nel salone della Camera di commercio e nella sala Giordo della Camera sindacale di via IV Novembre. Due giorni fitti fitti di interventi per capire quali siano i vantaggi di un provvedimento che ha caratterizzato tanta parte del dibattito politico dei mesi scorsi. La Cisl ha più volte rimarcato quanto il nuovo contratto possa essere una grande opportunità per far fronte all’eccesso di quella flessibilità che, negli anni, ha preparato il terreno al fenomeno del precariato.
Ma non solo, il sindacato in diverse sedi ha anche evidenziato che l’efficacia di uno strumento importante come la conciliazione agevolata, quale effetto immediato del nuovo contratto, possa facilitare la soluzione delle vertenze e delle cause di lavoro. Gavino Carta, segretario generale della Cisl sassarese, ritiene che il rilancio dell’economia debba passare sì dagli investimenti dello stato, ma è convinto anche che il contratto a tutele crescenti sia una delle tappe fondamentali di questo rilancio: «Il provvedimento presenta luci e ombre _ spiega Carta _ forse sarà necessario applicare qualche correttivo, ma nel complesso è un sistema che contribuirà in modo importante a fare uscire dal sostanziale precariato il 90 per cento dei contratti a oggi stipulati». Facile immaginare quali possano essere le potenziali ricadute sul territorio tenuto conto che la disoccupazione, il cui dato supera il 18 per cento, rappresenta uno degli ostacoli più ardui da superare. Alla fine dell’anno scorso gli occupati in Sardegna raggiungevano le 546 mila unità, quattromila in meno rispetto al terzo trimestre dello stesso anno. Se a ciò si aggiunge il ricorso, spesso scriteriato, di stage e apprendistati, il quadro presenta elementi di criticità davvero allarmanti. Non è tutto, dai dati in possesso della Cisl emerge anche che in Sardegna su una forza lavoro di 660 mila unità, circa 150 mila lavoratori usufruiscono di ammortizzatori sociali. Di questo e tanto altro si parlerà durante la due giorni dedicata al contratto a tutele crescenti e alla conciliazione agevolata.
Si comincia martedì, a partire delle 9.30, nella Camera di commercio di via Roma. Dopo i saluti del presidente Gavino Sini, del sindaco Nicola Sanna e del rettore dell’Università Massimo Carpinelli, sono previsti interventi di: Gavino Carta, Marco Lai (Centro studi Cisl nazionale), Vittorio Passino (Università di Sassari), Massimo Temussi (Agenzia regionale del lavoro) e Oriana Putzolu (segretario generale Cisl sarda). Le conclusioni saranno affidate a Gigi Pettini, segretario confederale della Cisl. Si prosegue mercoledì 1 luglio, sempre alle 9.30, nel salone Giordo della sede Cisl di via IV Novembre. Dopo i saluti di rito, intervengono: Gavino Carta, Marco Lai, Gualtiero Biondo (Uffici vertenze Cisl nazionale), Rosa Maria Lamparelli (direzione territoriale del lavoro) mentre a concludere, penserà Oriana Putzolu.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
