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Comincia da Olmedo la guerra all’insetto che distrugge il pane

Comincia da Olmedo la guerra all’insetto che distrugge il pane

Progetto innovativo della Pro loco e dell’ateneo di Milano Un sistema unico al mondo debellerà il vorace coleottero

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OLMEDO. Rapiscono lo sguardo quando sfilano nelle feste più importanti dell’isola, esibiti con orgoglio da donne e uomini in costume. Sono i pani artistici della Sardegna, magnifiche sculture da esposizione che rappresentano un inestimabile valore culturale e identitario. Realizzate con impasti di farine, queste opere d’arte hanno da sempre un nemico implacabile che ne impedisce la conservazione, divorandole: è il punteruolo del grano o calandra, conosciuto dagli esperti come Sitophilus Granarius. Per la prima volta al mondo arriva una soluzione. Ora però la ProLoco di Olmedo e l’Università di Milano hanno messo a punto un sistema capace di annientare l’azione distruttiva di questo coleottero vorace e infestante. Grazie a un finanziamento della Fondazione Banco di Sardegna, l'associazione guidata da Eugenio Muroni ha coinvolto il laboratorio di Food Packaging del Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’ateneo meneghino, sotto la guida scientifica del docente Stefano Farris di Alghero. I risultati del progetto, dal titolo “Conservazione del pane artistico e delle statue in pasta di pane”, saranno presentati e illustrati venerdì alle 10.30 nella sala dell’Auditorium comunale.

Ai saluti del presidente della Proloco, Eugenio Muroni e del sindaco Marcello Diez, seguiranno gli interventi di Andrea Angioni, ex direttore del Museo del pane di Borore, di Raffaele Sestu, presidente regionale Unpli e di Gianfranco Ganau, presidente del Consiglio regionale della Sardegna. A moderare il convegno sarà il giornalista gastronomico Giovanni Fancello, che introdurrà gli interventi di Gavino Sini, presidente della Camera di Commercio del Nord Sardegna e di Giovanni Antonio Farris, presidente del Parco di Porto Conte, ai quali seguiranno le relazioni di Stefano Farris, responsabile del lavoro di ricerca e di Gaetano Campanella, responsabile operativo.

Sono circa sessanta i campioni di pane messi a disposizione per le sperimentazioni. La soluzione promette tra l’altro di preservare le statuine di pane come quelle che, ogni anno, nel periodo natalizio trovano posto nel caratteristico presepe realizzato a Olmedo, sistematicamente attaccato dal punteruolo, con necessità di drastici rifacimenti e sostituzioni.

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