Piras: «Aspettiamo che Eph si presenti»
L’assessore regionale all’Industria indica le priorità: tutela dei posti di lavoro, salvaguardia ambientale e più produttività
SASSARI. Reazioni improntate alla massima diplomazia alla notizia del trasferimento della sede legale della società che gestirà la termocentrale di Fiume Santo, dalla Sardegna a Roma. Una novità che alla Sardegna potrebbe costare una ventina di milioni all’anno di mancati introiti di imposte che E.On versava nelle casse della Regione. Resta da vedere se l’incardinamento della nuova società, la Nuova Fiumesanto Spa, nei registri della Camera di Commercio di Roma è solo un passaggio tecnico oppure se si tratta di una decisione “politica”. A favore della prima ipotesi ci sarebbe la circostanza che la Nuova Fiumesanto Spa si è costituita il 2 febbario scorso, davanti al notaio romano Roberto Giacomini per poi essere registrata in Camera di Commercio il 10 dello stesso mese. A presiedere il consiglio di amministrazione della neonata Nuova Fiumesanto Spa è stato chiamato il manager ceco Daniel Kretinski, patron della squadra di calcio dello Sparta Praga e - soprattutto - socio di maggioranza (alla pari con Patrick Tkac) di Eph. I nuovi proprietari della termocentrale di Fiume Santo hanno ribadito più volte di non essere arrivati in Italia per chiudere le aziende, ma di aver acquisito il pacchetto delle imprese italiane in mano alla multinazionale tedesca E.On per guadagnare altre fette di mercato. E il fatto che la sede legale sia stata costituita a Roma ben cinque mesi fa potrebbe essere una conferma che quello della sede romana è solo un passaggio tecnico.
Ma vista l’esperienza maturata con E.On, le istituzioni locali questa volta sono molto prudenti anche se hanno già preannunciato che chiederanno anche a Eph il rispetto dell’accordo di programma sottoscritto all’epoca da Renato Soru e da Endesa: accordo di programma che prevede la demolizione dei gruppi 1 e 2, la bonifica dell’area e la restituzione al Sassarese di un tratto della spiaggia di Fiume Santo; la realizzazione di un quinto gruppo di produzione a carbone da 410 megawatt con tecnologie avanzate in grado di abbattere le emissioni ambientali; la realizzazione di un mega-impianto fotovoltaico e il trasferimento della sede legale della società in Sardegna.
Di questi punti, E.On ha rispettato solo quello relativo alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico mentre per quanto riguarda la sede legale, la multinazionale tedesca aveva preferito non acuire lo scontro con le istituzioni del territorio. Istituzioni ora molto caute. «L’assessorato regionale all’Industria, su Fiume Santo, ha tre priorità: il mantenimento dei posti di lavoro, la tutela ambientale e l’aumento della produttività – commenta infatti l’assessore Maria Grazia Piras –. Ci attendiamo ora che i vertici di Eph si presentino in Regione per illustrare i progetti e il piano industriale». Altrettanto prudente il sindaco di Sassari Nicola Sanna. «Siamo alle primissime fasi dell'acquisto da parte di Eph e attendiamo chiarimenti sulla situazione, anche in considerazione del fatto che ci attendiamo di avere un interlocutore che collabori con il territorio».
C’è comunque un filo rosso che sembra unire sindaco e assessore all’Industria, e cioè la volontà di stabilire un rapporto di collaborazione con la Nuova Fiumesanto. Che per evitare di partire con il piede sbagliato potrebbe trasferire rapidamente la propria sede legale in Sardegna. Sarebbe anche un segnale distensivo, dopo la tempesta E.On, nei rapporti con le istituzioni e le parti sociali.
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