Puntare su economia del mare e sostenere il settore pesca
SASSARI. Nell’ambito delle attività di comunicazione del Psl “Pesca e sviluppo sostenibile del Nord Sardegna” e cooperazione con il Gac Mare delle Alpi e altri Gac partner, il Gruppo di Azione...
SASSARI. Nell’ambito delle attività di comunicazione del Psl “Pesca e sviluppo sostenibile del Nord Sardegna” e cooperazione con il Gac Mare delle Alpi e altri Gac partner, il Gruppo di Azione Costiera del nord Sardegna ha tenuto due giornate operative di lavori che si sono concluse con l’incontro “Pesca: Diversificazione, commercializzazione, cooperazione: tre leve per la programmazione 2014-2020” che oltre alle relazioni ha individuato tre focus group nei quali sono stati raccolti spunti e opinioni buone per la prossima programmazione.
All’incontro, organizzato in Camera di Commercio, hanno preso parte il presidente del Gac nord Sardegna, Benedetto Sechi, Enrico Lupi, presidente del Gac mare delle Alpi in Liguria, Gerard Romiti, presidente del comitato nazionale francese della pesca e dell’allevamento, Francois Arrighi, coordinatore del gruppo regionale corso per lo sviluppo delle zone di pesca.
Da tutti gli interventi un elemento caratterizzante: la cooperazione che per la prossima programmazione europea deve vedere tutti uniti per rilancio di un settore dalle grandi potenzialità che chiede promozione, regole certe e tutele.
«Con il nostro Gac – è intervenuto di Benedetto Sechi - stiamo facendo un gran lavoro di sensibilizzazione e di sistema per il sostegno della pesca. E siamo certi di aver imboccato la strada giusta anche se non si tratta di un cammino semplice». Un elemento di continuità è stato lanciato anche dal direttore del Gac, Silvia Solinas, che garantirà maggiori benefici a tutti i soggetti racchiusi nella filiera.
La Sardegna può e deve puntare sull’economia del mare con le sue 598 imprese in ambito regionale - con un flotta composta da 1312 pescherecci - ma che di fatto esporta solo a Malta, il 93%. Il tonno rosso pescato a Carloforte. Un export che vale circa due milioni di euro. L’import ne vale quasi sette, di milioni, e per il 49% è spagnolo, per un 30% greco, poi francese(18%) e danese(2%).
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