La Nuova Sardegna

Sassari

Commercianti uniti per rivendicare regole più chiare

di Barbara Mastino
Commercianti uniti per rivendicare regole più chiare

Tra le esigenze principali un sistema nuovo per gli orari Lamentele anche per tavolini all’aperto e pulizia strade

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OZIERI. Esercenti e commercianti uniti per far emergere, con un’unica voce, le proprie esigenze. È lo spirito di una nuova iniziativa che sta prendendo corpo a Ozieri, promossa da un gruppo di gestori di locali pubblici. L’obiettivo è quello di riunirsi, finalmente, e di lasciare da parte le “rivalità” tra colleghi, per poter affrontare insieme le sfide che quotidianamente ci si trova ad affrontare nella gestione di un locale. I problemi non sono dati solo dalla crisi e dalle tasse (obblighi che tutti hanno e che devono rispettare) ma anche da vincoli e divieti di varia natura che, a detta dei promotori, tarpano le ali al commercio. Tra questi il divieto estivo di fare musica oltre la mezzanotte, e l’obbligo di farla, tutti, solo il mercoledì e il venerdì. Ma anche le pesanti limitazioni all’uso del suolo pubblico per i tavolini esterni, problema estivo che in certe zone è stato risolto, in deroga, solo in questi giorni con la conseguenza che vari esercenti hanno perso letteralmente un mese di lavoro. Sono solo di due esempi di vincoli e divieti che in una certa parte derivano da norme nazionali: leggi che però, come è accaduto in altre località, possono essere adattate alle esigenze locali tramite regolamenti comunali. È questa la principale richiesta che gli esercenti di locali pubblici intendono rivolgere al Comune: ma per far valere le proprie proposte occorre, appunto, essere finalmente uniti. Si pensi alla protesta di qualche anno fa, con conseguente raccolta firme che aveva raggiunto quasi duemila sottoscrizioni, contro l’obbligo dello stop alla musica a mezzanotte. Obbligo che era derivato da una precedente raccolta firme, promossa da cittadini residenti nelle vicinanze di alcuni locali, che invece aveva raccolto appena una trentina di consensi. L’Operazione Cenerentola era stata un fallimento: il regolamento comunale aveva raccolto le proteste e non le controproposte e ciò era accaduto anche perché, alla fine, gli esercenti avevano perso l’unità e avevano presentato proposte “personali”. Accanto ai vincoli, come lamentano gli esercenti, ci sono anche altre esigenze e storture che ricadono in capo al Comune: disinfestazioni non fatte o fatte male; pulizia delle strade scarsa, e in orari non consoni, oppure lasciata direttamente in mano agli stessi esercenti; ritiro della spazzatura differenziata poco curato e fatto in maniera non corretta rispetto al regolamento. Disagi che non vengono compensati da alleggerimenti fiscali e che hanno una pessima ricaduta in termini di immagine sulla città e sul decoro del centro storico e non solo. Da qui l’esigenza di inaugurare un “nuovo corso” nata in seguito a una riunione, improvvisata, tra alcuni baristi e gestori di locali pubblici nella quale ciascuno ha esposto ai colleghi le proprie problematiche. Dall’iniziativa è emersa l’idea di creare un organismo associativo di tipo nuovo: un sodalizio autonomo rispetto alle “imbalsamate” consulte comunali, una vera e propria associazione, dotata di assemblea e cariche elettive.

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