Per gli studenti dell’Azuni arriva il Premio Abbado
SASSARI. Per gli studenti di tre classi del liceo musicale Azuni arriva il prestigioso “Premio Abbado”, organizzato dal ministero dell’Istruzione e intitolato al grande direttore d’orchestra...
SASSARI. Per gli studenti di tre classi del liceo musicale Azuni arriva il prestigioso “Premio Abbado”, organizzato dal ministero dell’Istruzione e intitolato al grande direttore d’orchestra scomparso un anno e mezzo fa. Il riconoscimento è infatti andato agli alunni della 3a, 4a e 5a, che hanno portato in scena - inviando a Roma il video della rappresentazione - un’opera musico-teatrale ispirata al primo quadro della Boheme per l'ensemble corale e strumentale. Questa la motivazione. «Per l'originalità e la creatività volte alla valorizzazione e alla diffusione della pratica musicale, in particolare nell'ambito contemporaneo».
Il lavoro che ha permesso la vittoria agli studenti dell’Azuni (partecipavano 350 opere= è un «fumetto corale», come lo definisce l’autrice, la professoressa Giovanna Dongu, raccontando l’esperienza e spiegando anche di che cosa si tratta. «Scrivere per i ragazzi e con i ragazzi - dice - è una delle esperienze più emozionanti e gioiose della mia attività di compositrice. Il viaggio che ho fatto quest’anno scolastico mi ha portato a raccogliere tante felici intuizioni compositive, interpretative ed esecutive dei miei bravissimi alunni. In questo percorso abbiamo riscoperto la gioia del giocare con la nostra voce e dell'esplorare il mondo sonoro contemporaneo».
Il punto di partenza del lavoro svolto dagli alunni del liceo musicale in questi mesi- e che ha appunto nportato alla nascita del fumetto corale - è, come spiega la docente, «l’ espressione fatta di soli gesti, di suoni vocali semplici, di poche parole, un comunicare attraverso intenzioni minime ma ricche di significato. Abbiamo capito che la musica contemporanea ha chiare affinità con il mondo giovanile - continua - in particolare - con quella parte primordiale di noi che è fatta di amore del suono, di necessità del suono. E il giocare con il suono ci ha portati a rivisitare anche la trama del primo quadro della Boheme».
Il lavoro si compone di cinque sezioni. «In queste cinque sezioni - racconta ancora la professoressa Dongu - i giovani artisti squattrinati si presentano nel freddo della loro condizione ma anche in modo giocoso, come vuole l'arte e la giovane età. Ricevono la visita di Benoit, il padrone di casa, interpretato dal bravissimo Vittorio Ranella, della classe quinta, che chiede loro i soldi dell’affitto, ma alcuni suoni vocali aspri e fastidiosi, urlati e ripetuti lo cacciano via. Più avanti ecco bussare alla porta il secondo personaggio: è Mimì, o alemno sembra. In realtà si tratta ancora di Benoit, che si è travestito da Mimì per infiltrarsi di nuovo nella soffitta. Verrà presto smascherato. Come? In modo fumettistico».
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