La Nuova Sardegna

Sassari

«Senza città metropolitana niente risorse per il nord»

di Andrea Massidda
«Senza città metropolitana niente risorse per il nord»

Sindaci e politici del territorio temono l’ipotesi che Sassari sia esclusa dai giochi Il consiglio regionale dovrà decidere tra breve sul disegno di legge della giunta

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Per il destino economico e sociale del Nord Sardegna sarà un’estate decisiva. Il disegno di legge della giunta Pigliaru che rivoluziona le autonomie locali sta infatti per essere sottoposto al giudizio del consiglio regionale. Questione di settimane, pare. Poi dalle eventuali modifiche al testo e naturalmente dal voto dell’assemblea si capirà quale futuro potrà avere il Capo di Sopra in termini di prospettive di sviluppo e competitività con le altre aree europee. La partita si gioca tutta o quasi sulle cosiddette “città metropolitane”. Il progetto dell’esecutivo regionale ne prevede soltanto una, quella di Cagliari, che radunando altri 15 comuni dell’hinterland conterebbe in totale una popolazione di 422.308 abitanti. Un asso pigliatutto, secondo il timore di molti amministratori del Sassarese, che per questo motivo sperano in un’inversione di rotta, e cioè nel riconoscimento delle stesse prerogative di Cagliari anche alla Sardegna settentrionale. In questo caso sarebbe poi necessaria un’altra scelta: optare per un’area metropolitana ristretta (racchiusa tra Sassari, Alghero, Castelsardo, Porto Torres e Stintino) oppure per un’area ben più vasta che inglobi sostanzialmente la storica provincia, quindi Gallura compresa. La questione è delicatissima e solleva già discussioni. Al punto che lunedì scorso il deputato del Pd Gian Piero Scanu ha già fatto sapere che Olbia piuttosto che tornare sotto Sassari preferirebbe aderire a una «provincia tirrenica» con Nuoro e l’Ogliastra.

Ma il Pd locale, i consiglieri regionali del territorio e i sindaci dei comuni più importanti del nord-ovest che cosa pensano della riforma? Quali sono i loro auspici e i loro timori? La direzione provinciale del Partito democratico, ad esempio, si è appena riunita per far il punto della situazione. «Riteniamo - spiega il segretario Gianpiero Cordedda - che sussistano tutte le ragioni politiche, amministrative e giuridiche per chiedere alla giunta e al consiglio regionale che il disegno di legge in discussione preveda l’istituzione di una città metropolitana per il Nord Sardegna capace di ricomprendere tutta la vecchia provincia di Sassari. In quest’area - aggiunge - ci sono tre porti, due aeroporti, un ateneo e diversi distretti industriali, non la si può sminuire».

L’auspicio che si vada verso un maggiore equilibrio tra nord e sud dell’isola è condiviso anche dal sindaco di Sassari Nicola Sanna. «Penso che si debba lavorare per la realizzazione di un’area vasta del Nord Sardegna - dice - e non credo sia il caso di soffermarsi tanto sul termine città metropolitana, ma sul fatto che l’intera isola punti a uno sviluppo omogeneo. L’importante, insomma, è che la ripartizione dei finanziamenti non privilegi il Capo di Sotto. Io però non sono stato ancora sentito da nessuna commissione regionale e confido di essere interpellato».

Ad essere molto preoccupato per l’esito della riforma è Franco Cuccureddu, sindaco di Castelsardo. «Stiamo parlando della ridisegnazione di tutta l’architettura istituzionale dei poteri pubblici in Sardegna - avverte - e se l’area metropolitana di Sassari non dovesse essere riconosciuta il rischio concreto sarebbe di andare incontro a un declino del Nord Sardegna. L’Unione europea - sottolinea il primo cittadino - già riconosce per i finanziamenti soltanto le città metropolitane: perdere queste opportunità sarebbe un disastro». La pensa così anche Marco Tedde, algherese e consigliere regionale di Forza Italia. Che aggiunge: «L’esclusione di Sassari dalle aree metropolitane porterebbe con sé la certezza di vedere lo Stato in ulteriore arretramento, con la conseguente soppressione di servizi fondamentali come università, camera di commercio, prefettura e così via».

Più ottimista, sulla decisione del consiglio regionale, è Mario Bruno, sindaco di Alghero. «Mi sembra che l’orientamento vada verso la soluzione di due aree metropolitane. Del resto noi è da tanto tempo che ragioniamo e programmiamo in quest’ottica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative