Fauna selvatica, Cia: danni all’agricoltura
SASSARI. La direzione provinciale della Cia, la Confederazione italiana agricoltori, prende posizione di fronte all'emergenza dei danni provocati da fauna selvatica all'agricoltura. Lunedì mattina è...
SASSARI. La direzione provinciale della Cia, la Confederazione italiana agricoltori, prende posizione di fronte all'emergenza dei danni provocati da fauna selvatica all'agricoltura.
Lunedì mattina è prevista a Sassari una riunione dei componenti dell'organismo dirigente, nella quale si discuterà del documento approvato dalla Cia nazionale che, sempre per lunedì, ha invitato le strutture provinciali dell'organizzazione a consegnare e illustrare lo stesso documento alle Istituzioni territoriali. Ed è stato perciò già richiesto un incontro urgente al sindaco di Sassari e all'amministratore straordinario della Provincia.
Una situazione insostenibile su tutto il territorio, si legge nella parte introduttiva del documento, quella provocata nelle campagne per effetto dei danni relativi alla presenza di specie alloctone e invasive, ungulati e selvatici predatori. Le imprese agricole ormai da anni sostengono spese e subiscono danni non risarciti. L'esasperazione degli agricoltori, alle prese anche con il pericolo per la loro incolumità fisica, ha raggiunto livelli molto elevati.
Sulla base di tali premesse- ha dichiarato il presidente provinciale Giovanni Canu - la Cia ha deciso di avviare una serie di iniziative per intraprendere un percorso efficace di risoluzione della problematica.
Innanzitutto, un impegno da parte del Parlamento e del Governo per adottare, ciascuno nell'ambito delle competenze di merito, «provvedimenti legislativi e attuativi che consentano la limitazione/gestione delle specie, in relazione alla capacità del territorio di sostenere la loro adeguata presenza nella logica della coesistenza sostenibile».
Accanto a ciò, alle Regioni e agli enti locali, la Cia chiede «interventi adeguati di abbattimento selettivo rivolti all'effettivo controllo della massiccia presenza delle specie alloctone e invasive, degli ungulati e dei selvatici predatori che stravolgono l'equilibrio naturale e produttivo».
Infine - ha aggiunto il direttore provinciale Cia Fabio Chessa - la richiesta di un ristorno di fondi che sia realmente commisurato alle perdite causate alle imprese agricole per effetto dei danni da fauna selvatica.
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