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Albergatori accerchiati dal sommerso

di Andrea Massidda
Albergatori accerchiati dal sommerso

La denuncia di Confcommercio: «Nel nord-ovest della Sardegna per ogni posto letto in regola ce ne sono quattro abusivi»

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SASSARI. Bed&breakfast abusivi, seconde case sconosciute al fisco, alloggi per vacanzieri ricavati in luoghi indecenti e perciò venduti per pochi euro al giorno. Nel nord-ovest della Sardegna per ogni posto letto in regola ce ne sono quattro che sfuggono a qualsiasi normativa o censimento. Un mercato delle vacanze parallelo che rischia di vanificare gli sforzi e il coraggio degli albergatori rispettosi della legge. Gli stessi che in questi anni di crisi drammatica sono riusciti a resistere al calo degli arrivi e soltanto adesso, finalmente, stanno incominciando a ritrovare il sorriso. A denunciare un simile sommerso sono gli associati a Federalberghi-Confcommercio, i quali sottolineano che sì, dai dati di primavera e dalle prenotazioni per l’estate in netta crescita, risulta che la ripresa c’è. Ma evidenziano anche che ancora troppo poco si fa per combattere quella che viene considerata una vera e propria piaga per il comparto.

Conti che non tornano. Stefano Visconti, presidente territoriale di Federalberghi-Confcommercio, non usa certo giri di parole per manifestare il suo disappunto. «Basta fare un po’ di calcoli - dice -, e ci si rende conto che su cento posti letto appena venti risultano davvero tracciati. Noi lo abbiamo capito incrociando i dati degli arrivi all’aeroporto di Fertilia e alla stazione marittima di Porto Torres con le effettive registrazioni nelle nostre strutture, che sono quasi totalità di quelle operanti in zona. Risultato: troppe persone mancano all’appello, anche considerando quella percentuale fisiologica di turisti che sbarcano da noi per poi soggiornare nel resto della Sardegna». Un disastro? «Sì - ammette il presidente dell’associazione -, anzi per dirla tutta ci sentiamo letteralmente accerchiati».

Danno d’immagine. Visconti mette l’accento sul fatto che una simile percentuale di sommerso - riscontrabile da Alghero a Castelsardo, passando per Sassari e la Romangia - non crea danni solo al suo settore e all’erario, ma finisce inevitabilmente per gettare discredito sull’intero prodotto Sardegna. «I clienti che ripartono delusi dall’accoglienza - spiega -, una volta tornati a casa riversano il loro malcontento su tutta l’isola: alla domanda degli amici su come sono stati in vacanza rispondono forse che in Sardegna non torneranno mai più».

Concorrenza sleale. Poi, naturalmente, c’è l’aspetto non trascurabile della concorrenza sleale. «Gli operatori che stanno alle regole del gioco fissate dalle normative di riferimento - continua Visconti - importano valuta pregiata, generano posti di lavoro e un notevole indotto. Basti pensare che su un campione di 32 strutture ricettive prese in esame per un’indagine risultano assunte 798 persone, con un controvalore lordo di buste paga pari a quasi due milioni di euro. E il giro d’affari assicurato a fornitori di alimenti e servizi è stato stimato con un valore del 20 per cento di quello complessivo». Come dire che tutelare gli albergatori corretti conviene a tutti. Compreso al fisco, manco a dirlo. «Il gettito garantito alle amministrazioni locali - conclude il presidente territoriale di Federalberghi - alla voce addizionali comunali è calcolabile in circa 80mila euro soltanto per il mese di giugno e per i soli hotel e residence oggetto della campionatura . Figurarsi la forza dei numeri, se invece dei 4.786 posti letto presi in esame per lo studio si calcolassero quelli effettivi disponibili in provincia, ossia oltre 15mila per complessivi 453.300 su base mensile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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