La Nuova Sardegna

Sassari

Porto Torres, Luca si laurea e abbatte un altro muro

di Gianni Bazzoni
Luca Parodi ha illustrato la sua tesi grazie alla comunicazione aumentativa
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Luca Parodi ha illustrato la sua tesi grazie alla comunicazione aumentativa

Con una grave disabilità, non parla ma si esprime attraverso la comunicazione aumentativa

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SASSARI. Chissà cosa ha pensato quando ha sentito per la prima volta parlare di barriere da abbattere, di muri da superare e non da aggirare con le solite manfrine all’italiana.

Luca Parodi ha 25 anni, tecnicamente è un ragazzo con Xfragile, un disabile grave che se l’avessero lasciato fare i muri li avrebbe davvero demoliti a testate. Una forza grande, dentro e fuori, non parla, emette un verso che per tanti anni è sembrato sempre uguale e che oggi è un suono di speranza, quasi una melodia per questo ragazzo che oggi, martedì 14, si è laureato in Scienza della comunicazione con una tesi dal titolo «Vivere la città: una lettura simmeliana», relatore il professor Camillo Tidore.

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Non è un miracolo, ma una grande sfida vinta, questo sì. Luca abita a Porto Torres con i genitori Rita e Paolo che non l’hanno mai trattato come uno che non poteva farcela, che aveva difficoltà e quindi doveva sempre avere l’aiuto di qualcuno. Non l’hanno chiuso in casa.

E Luca è cresciuto così, un disabile grave in una vita normale, con le difficoltà e le crisi, con le ostilità e quei sorrisi che spesso i cosiddetti normali farebbero bene e rivolgere verso se stessi, davanti a quello specchio che è la vita di tutti i giorni.

Prima i rapporti impossibili, le cose che crollavano in un minuto di fronte a una fatica immensa richiesta per costruirle su una base fragile. E lui avanti e indietro, con quel suo modo di comunicare che è diventato è presentato nell’Aula magna dell’Università per centrare un altro obiettivo, coronare il suo sogno e trasmettere coraggio a chi l’ha perso, dimostrare che si può fare. Un esempio e un forte stimolo per tanti studenti con disabilità.

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Più o meno un anno fa, di fronte alla notizia di Piercarlo, primo ragazzo autistico che si era laureato a Padova a 33 anni, Luca aveva scritto: «Deve essere proprio una grande soddisfazione». La stessa, o forse anche più grande, che prova anche lui, socio dell’associazione Bambini cerebrolesi Sardegna che l’ha sostenuto nel suo cammino, insieme ai genitori e all’associazione Progetto Filippide che lo ha «messo in pista» in una corsa verso l’integrazione e la crescita senza distinzioni.

Nella sua tesi Luca ringrazia tutti: la mamma e il padre, gli amici, gli operatori che lo hanno supportato in un viaggio faticoso ma bellissimo. Prima a scuola, poi all’Università: un esempio virtuoso di come se c’è il sostegno giusto i progetti si possono realizzare, migliorano la vita delle persone, delle loro famiglie e della società più in generale.

Luca è tra quelle persone che possono contare sull’assistenza personalizzata, grazie ai piani di sostegno della legge 162. Si confronta con educatori che lo aiutano nella comunicazione e nella sua autonomia personale, insomma gli consentono di vivere una vita che può essere definita complessa ma indipendente.

Il merito, in fondo, è soprattutto suo - di Luca - e dei suoi genitori Rita e Paolo che hanno viaggiato per anni controcorrente, risalendo con fatica mentre tanti scendevano comodamente e davano lezioni. Ma anche dei suoi professori universitari, delle associazioni e dei suoi amici. Il modello Sardegna della 162 - basato su un intervento co-progettato e personalizzato - funziona.

E solo pensare al rischio di perdere un servizio così importante, vuol dire immaginare che tanti come Luca non siano più messi nella condizione di vivere dignitosamente. E allora la lotta di Luca è ancora più forte, una spinta per non fare più passi indietro. Auguri dottor Parodi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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