Assegnato a un’Ati l’appalto per il Museo dell’Intreccio
SASSARI. Si avvicina finalmente la soluzione per il Museo dell’Intreccio Mediterraneo di Castelsardo, chiuso dal primo gennaio scorso in seguito alla mancata proroga da parte del Comune alla...
SASSARI. Si avvicina finalmente la soluzione per il Museo dell’Intreccio Mediterraneo di Castelsardo, chiuso dal primo gennaio scorso in seguito alla mancata proroga da parte del Comune alla cooperativa Il Cigno che lo gestiva dal 1991. Venerdì scorso si è conclusa la gara d’appalto per la nuova gestione con l’aggiudicazione provvisoria. per un importo complessivo di 543mila euro, all’Ati (associazione temporanea di imprese) Memoria Storica, Se’Mata e Crama, cooperative che già lavorano o hanno lavorato in altri siti culturali della Sardegna.
L’Ati vincitrice ha ottenuto il punteggio più alto non solo nell’offerta tecnica ma ha anche presentato l’offerta ritenuta dalla commissione giudicatrice la più vantaggiosa economicamente, con un ribasso percentuale del 37,6 per cento sull’importo a base d’asta. L’appalto durerà due anni.
Alla gara hanno partecipato anche l’Ati Oltrans Service e Sos Balaros e la stessa coop il Cigno, che si sono piazzate rispettivamente seconda e terza nella graduatoria.
Ora bisognerà attendere i tempi tecnici per l’aggiudicazione definitiva dell’appalto, di regola trenta giorni, necessari per dare l’opportunità di presentare eventuali ricorsi.
Intanto la Cgil Funzione pubblica, appreso dell’aggiudicazione provvisoria della gara, ha inviato una richiesta di incontro all’Ufficio mobilità e conflitti collettivi della Provincia, alle cooperative subentranti nell’appalto del museo di Castelsardo, alla coop il Cigno e al sindaco Franco Cuccureddu. Nella richiesta di incontro il segretario della Cgil Fp Paolo Dettori sollecita l’applicazione della clausola di salguardia nei confronti dei quindici lavoratori del “Cigno” affinchè venga effettuato il loro passaggio diretto alla nuova gestione. Il sindacato chiede inoltre al Comune di Castelsardo di partecipare alla riunione «al fine di tutelare sul proprio territorio i livelli occupazionali e il rispetto delle norme richiamate».
«Con l’aggiudicazione temporanea si chiude finalmente un passaggio importante per il futuro del Museo dell’Intreccio e per i lavoratori che dallo scorso gennaio hanno perso l’impiego – afferma Paolo Dettori –. Purtroppo i tempi si sono dilatati e a Castelsardo è venuta meno una struttura importante dal punto di vista dell’immagine turistica e da quello economico, considerato che il museo ha sempre richiamato ogni anno migliaia di visitatori. L’auspicio ora è che si possa riprendere al più presto l’attività, garantendo l’occupazione e un servizio culturale di eccellenza». (p.f.)
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