Sconcerto per la morte del 44enne tecnico Rfi
PORTO TORRES. Era entusiasta di quell’appartamento di via Tramontana appena acquistato, dove sarebbe dovuto andare a vivere con la giovane compagna e le figlie, ma lunedì sera quel malore improvviso,...
PORTO TORRES. Era entusiasta di quell’appartamento di via Tramontana appena acquistato, dove sarebbe dovuto andare a vivere con la giovane compagna e le figlie, ma lunedì sera quel malore improvviso, uccidendolo, ha spezzato i sogni di Pierpaolo Sireus, 44 anni, tecnico delle telecomunicazioni di Rfi. «Un ragazzo splendido - ricorda il signore che gli ha venduto la casa di fronte alla baia di Balai - considerava l’acquisto dell’appartamento come uno dei passi più importanti della sua vita: tre stanze da letto grandi, il garage per l’auto e il giardino condominiale dove potevano giocare le figlie».
Il giovane, originario di Gavoi, dopo il turno di lavoro alle ferrovie si precipitava velocemente nella nuova casa, per ristrutturare a suo piacimento alcuni locali in vista del trasferimento di abitazione che aspettava da un momento all’altro. «Un bravissimo ragazzo - dice il medico di famiglia che lo aveva tra i suoi pazienti sin da giovanissimo -, educato nei modi e affabile nei rapporti personali, che non si risparmiava mai: lavorando nelle ferrovie era controllatissimo dal punto di vista sanitario, e niente lasciava presagire quanto è accaduto a Pierpaolo». Viene difficile a chiunque lo conoscesse accettare questa morte prematura e improvvisa, in un momento dove stava coronando quelle legittime aspettative di andare a vivere con tutta la sua famiglia nel nuovo condominio. «Se ne vanno sempre i migliori - sostiene un amico di Pierpaolo -, ed è veramente difficile rassegnarsi all’idea proprio quando vengono a mancare persone di uno spessore umano così grande«. La notizia ha lasciato sgomenti anche tutti i fratelli e sorelle, compreso il padre di 91 anni, che assieme alla compagna aspettano ancora il responso dell’autopsia per conoscere l’origine del malore che ha portato via il loro caro.
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