La strana rapina, poi i furti e l’attentato
I provvedimenti notificati a sette persone: dal colpo alla gioielleria Bartoletti all’incendio di un’auto in via Carlo Felice
SASSARI. L’indagine era partita nell’agosto di due anni fa, dopo la rapina di un bandito solitario che era entrato in azione - armato di coltello - nella gioielleria Bartoletti. Da allora si erano sviluppate una serie di attività con gli arresti di diverse persone e due filoni di inchieste, tra furti e anche un attentato.
Gli agenti della IV Sezione - Reati contro il patrimonio - della squadra mobile della questura di Sassari hanno notificato in questi giorni l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a Gianuario Pilo, 56 anni, imprenditore; Alessandro Moracini, 30, disoccupato; Marzia Mastino, 23; Marcello Pittalis, 42, operaio; Giuseppe Piu, 52, con diversi precedenti; Federico Palopoli, 29 e Luca Marcello Puggioni, di 46.
L’inchiesta. Lo stralcio dell’inchiesta conclusa dal pubblico ministero Carlo Scalas fa parte di una attività investigativa sviluppata dalla squadra mobile, guidata dal dirigente Bibiana Pala, che nell’autunno del 2014 aveva portato all’esecuzione di numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere, agli arresti domiciliari e all’obbligo di dimora, I provvedimenti erano stati firmati dal gip Antonello Spanu.
La rapina. Le indagini in realtà erano state avviate nell’estate del 2013, quando - il 26 agosto - si era verificata una strana rapina nella gioielleria Bartoletti di via Carlo Alberto. Un bandito armato di coltello era entrato mentre erano presenti dei clienti e si era impossessato di alcuni oggetti d’oro.
Gli sviluppi. Seguendo le tracce di alcuni sospettati, la polizia aveva poi raccolto anche le prove di altri reati riferiti a vicende diverse. E che non avevano a che fare con la rapina. Nella prima fase dell’inchiesta era stato già condannato (aveva scelto il rito alternativo) l’esecutore materiale della rapina: Raica Sebastian Vanali Pileri, 21 anni, sassarese. Mentre sono stati rinviati a giudizio i due complici: Antonio Franca, 23 anni, e Simona Santona, di 25, che avevano fatto finta di essere dei clienti e, invece, avevano agevolato l’esecuzione della rapina e poi tentato di depistare le indagini.
Inchiesta-bis. Nella seconda parte dell’inchiesta, gli investigatori della squadra mobile hanno notificato l’avviso del pubblico ministero a Gianuario Pilo, l’imprenditore che deve rispondere di atti persecutori ai danni di una donna sassarese dalla quale era stato respinto. Era stato commesso anche un attentato incendiario contro l’auto della signora - una Bmw custodita nel garage di un palazzo in un quartiere residenziale-. Dell’attentato devono rispondere, appunto, oltre a Pilo, Alessandro Moracini (indicato come l’esecutore materiale) e la sua fidanzata Marzia Mastino. Oltre a un dipendente di Pilo, Marcello Pittalis (che era stato incaricato dal datore di lavoro di individuare la persona alla quale affidare la spedizione punitiva per una paga di 500 euro). L’attentato avvenne alle 3 del mattino del 24 settembre 2013.
I furti. I colpi sono stati messi a segno alle concessionarie Auto Più, Team Srl e Auto In (allora già chiuse). Sono indagati Giuseppe Piu, Marzia Mastino e Federico Palopoli, oltre ad Alessandro Moracini che deve rispondere anche di un reato più grave: per avere detenuto e ceduto illegalmente delle armi che - nel corso delle indagini - sono state tutte sequestrate dalla polizia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
