Si rompono due tubature, palazzina a secco da giorni
Il condominio è al Villaggio Verde e ospita sei famiglie, compresi alcuni malati I residenti si sono rivolti all’Area e ad Abbanoa ma l’acqua è rimasta un miraggio
PORTO TORRES. Una palazzina con sei appartamenti in via della Resistenza, nel quartiere del Villaggio Verde, con tre donne gravemente malate che vi risiedono, è senz’acqua pubblica da ben quattro giorni. Un disservizio grave che sta condizionando la vita degli inquilini, che hanno spedito fax e fatto telefonate all’ex Istituto autonomo case popolari (oggi Area) e all’ente gestore dell’acqua per cercare di risolvere una situazione che rischia seriamente di mettersi male per la salute delle persone. «Ieri è intervenuta Abbanoa – dice un inquilino –, su sollecitazione di un conoscente, e provando a scavare si sono accorti che ci sono due tubi sotterranei rotti: l’Area ci ha chiesto di inviarle un fax per segnalare il problema, poi deve essere Abbanoa a fare richiesta di intervento all’ex Iacp». Nel frattempo dovrebbero essere gli inquilini a pagare 50 euro ad appartamento in previsione che ritorni tutto alla normalità, non si sa come ne quando. «Ci sono tre donne che soffrono patologie gravi – aggiunge un altro inquilino -, e hanno assoluta necessità dell’acqua per supportare le loro cure: hanno intenzione di denunciare l’interruzione di pubblico servizio ai carabinieri, perché la situazione sta diventando insostenibile e mina il loro stato d’animo». In altre zone della città l’acqua scende sporca oppure non scende affatto, e senza preavviso può capitare che una intera palazzina resti all’asciutto creando un problema dietro l’altro ai residenti. «Dopo l’incontro in pompa magna tra l’amministrazione e i vertici di Abbanoa siamo alle solite negatività – dice il presidente dell’associazione “Civiltà è Progresso” Alba Rosa Galleri -, e allora ci chiediamo cosa dobbiamo ancora sopportare da Abbanoa per avere soddisfazione di un comportamento che rasenta il criminale?». In effetti sono cinque anni che i cittadini stanno sopportando, in una vera e propria escalation di disagi, danni economici, rischi alla salute, bollette pazze, prese in giro da parte sia dei vertici di Abbanoa sia delle istituzioni. «Il sindaco riprenda in mano il procedimento giudiziario – aggiunge l’associazione –, e con coraggio si porti davanti al magistrato la richiesta di accertamento tecnico e si nomini un perito che finalmente dica quali siano le cause del fenomeno dell’acqua non potabile: tutto questo perché ormai sappiamo che, al di là della dichiarazione dell’Asl di rispondenza o meno ai parametri microbiologici e chimici, il più delle volte l’acqua è sporca e non potabile».
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