Tbc in reparto, due assoluzioni
Nessuna colpa per l’ex rettore Maida e l’allora direttore generale Asl Zanaroli
SASSARI. Assolti perché il fatto non sussiste. Questa la sentenza emessa dal giudice monocratico Elena Barmina nei confronti dell’ex rettore Alessandro Maida e dell’allora direttore generale dell’Asl 1 Bruno Zanaroli a processo con l’accusa di lesioni colpose: secondo l’accusa, una infermiera del reparto di Penumologia si ammalò di Tbc a causa di carenze strutturali nel reparto.
Nell’udienza precedente era stato lo stesso pubblico ministero a chiedere l’assoluzione dei due imputati che erano difesi dai legali Agostinangelo Marras (per Maida) e Franco Luigi Satta (per Zanaroli).
I fatti contestati risalgono al 2006, anche se la malattia dell’infermiera era stata diagnosticata l’anno successivo.
La malattia venne scoperta nel corso di controlli fatti insieme ad altre colleghe: la donna era risultata positiva al test, il segnale di un contatto con il bacillo che, però, non l’aveva contagiata. L’infermiera si era trasferita in un’altra regione per lavoro ed era successivamente tornata a Sassari per un intervento chirurgico. In quella occasione aveva scoperto di avere la Tbc. Immediato il ricovero in ospedale, con una degenza di quasi due mesi e una quarantena per altri nove.
Gli imputati, nel corso del processo, avevano sempre respinto tutte le accuse. Nella sua deposizione in aula, l’allora direttore generale dell’Asl 1 Bruno Zanaroli aveva spiegato che - dopo il primo test positivo - all’infermiera era stata prescritta la chemioprofilassi, terapia che però l’interessata non avrebbe voluto seguire. Un rifiuto che - secondo la difesa - sarebbe stato sufficiente per superare le presunte colpe.
L’avvocato di parte civile Pasqualina Ortu aveva sollecitato la condanna per i due imputati, sottolineando in modo particolare le carenze di sicurezza nel reparto all’epoca dei fatti. Per l’infezione da Tbc, l’Inail aveva riconosciuto all’infermiera un risarcimento, confermando il collegamento tra l’attività professionale svolta in quel reparto e la contrazione dell’infezione.
Ieri la sentenza e l’assoluzione per i due imputati.
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