Lite tra migranti, accoltellato un giovane

I protagonisti della rissa si contendevano il posto davanti alla tivù: divieto di dimora per l’aggressore, il ferito non è grave

SASSARI. Pretendeva che gli restituissero il posto in prima fila davanti alla televisione. E quando si è reso conto che la sua richiesta sarebbe stata ignorata è andato in cucina, ha preso un coltello e ha aggredito il suo rivale, finendo per ferirlo al polpaccio con un fendente. Lunedì notte nel centro accoglienza profughi di Palmadula una banalissima discussione tra alcuni ospiti africani poteva seriamente trasformarsi in una tragedia. Protagonisti della rissa furibonda - avvenuta poche ore dopo la clamorosa protesta dei migranti nelle strade della borgata della Nurra - un ventenne originario del Gambia e un altro migrante nigeriano (la vittima): il primo è stato rintracciato dai carabinieri della stazione di Porto Torres intorno alle due del mattino di ieri mentre vagava in solitudine nelle campagne della frazione sassarese e per lui il giudice del tribunale di Sassari (pur non convalidando l’arresto per trascorsa flagranza) ha disposto il divieto di dimora nel centro accoglienza a quaranta chilometri dal capoluogo. Il secondo dei due ragazzi, invece, poco dopo la mezzanotte è stato trasportato da un’ambulanza del 118 al pronto soccorso dell’ospedale civile di Alghero, dove i medici gli hanno prognosticato quindici giorni di cure. Ma per dirla tutta in infermeria c’è finito anche un terzo giovane, cittadino della Costa d’Avorio, il quale aveva cercato di fare da paciere quando la situazione stava degenerando. Fortunatamente quest’ultimo se l’è cavata con qualche lieve ferita.

La rissa. Il parapiglia è scoppiato poco dopo la mezzanotte, mentre alcuni ospiti di quello che originariamente doveva essere un agri-residence stavano guardando la televisione. A scatenare la rissa, a quanto pare, sarebbe stato proprio il fatto che, dopo essersi allontanato per pochi minuti, il ventunenne africano rivendicasse il suo posto davanti al piccolo schermo. Futili motivi, dunque. Poi - complice la situazione di estrema tensione che da tempo si percepisce in quel centro di accoglienza e che proprio lunedì mattina aveva portato sulle strade di Palmadula una cinquantina di migranti - è scoppiato il finimondo. Un insulto di troppo e tra i due contendenti è nata una colluttazione culminata nel sangue. Ad avvertire le forze dell’ordine e il 118 sarebbe stato un mediatore culturale, l’unico presente nel centro accoglienza in quel momento, tanto che su questo aspetto della vicenda stanno nascendo non poche polemiche. L’arma da taglio, invece, non è stata ancora ritrovata.

Dissidi etnici. Al di là dell’episodio in sé - comunque sintomatico di una sofferenza dovuta anche al sovraffollamento del centro accoglienza di Palmaduala - il timore è che tra i 94 richiedenti asilo attualmente iospiti della struttura (almeno il doppio di qunti ne potrebbe verosimilmente contenere) si stia scatenando una guerra tra migranti di diversa etnia. Ciò che è certo, comunque, è che dopo il fattaccio l’aggressore è stato subito inseguito dagli amici del giovane ferito e se fosse stato acchiappato l’epilogo di questa storia sarebbe forse stato ben più triste. Proprio ieri in prefettura il sindaco di Sassari Nicola Sanna ha affrontato l’argomento con il rappresentante del gorverno, ottenendo l’assicurazione che prima possibile la quota di migranti ospitati nel centro di Palmadula sarà alleggerita.

L’ansia dei residenti. Intanto i timori dei residenti della borgata sassarese crescono di giorno in giorno. «Pur non facendo mancare la solidarietà a questi ragazzi - racconta il consigliere comunale Enrico Sini, che vive nella frazione - gli abitanti del territorio sono preoccupati: nessuno vuole rinunciare alla qualità della vita tipica di questa zona, dove la gente lascia la casa aperta, le chiavi nell’auto, e dove i bambini giocano da soli in piazza».

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