Spiagge nel degrado, cade a pezzi anche la Marina di Sorso
Parte di un muraglione si stacca e precipita sulla rampa d’accesso alla spiaggia percorsa dai bagnanti
SORSO. Prove di disastro alla Marina. La parte superiore del muraglione sul lato ovest del belvedere è piombata sull’arenile. Da mesi una serie di crepe ben visibili suggerivano il cedimento strutturale, che è avvenuto in una delle tre rampe d’accesso al mare percorse da centinaia di persone soprattutto nel periodo estivo.
L’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Morghen è intervenuta nelle ultime ore per interdire l’area. La grossa “elle” di lastroni di cemento e pietra è una delle tre rampe storiche che permette la discesa a mare. Oggi a “proteggere” l’area ci sono qualche decina di metri di una rete da cantiere arancione, che a guardarla mentre è sferzata dal vento fa quasi tenerezza; dà la misura del livello di “messa in sicurezza” che arriva quando è troppo tardi.
Fra l’altro, l’area interdetta non è segnalata. Non un cartello, non una comunicazione: fino a quando rimarrà chiusa? Lo scenario è da disastro mancato. È come se fossero venuti giù un paio di blocchetti di cemento lunghi qualche metro: il tanto per avvisare del pericolo che hanno corso bagnanti e turisti.
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I ferri d’armatura dei lastroni in bellavista danno la dimensione dello spostamento della struttura alta 3 metri, e lunga e larga qualcosa di più. La crepa verticale che percorre il muro in altezza si distingue facilmente e fa accapponare la pelle: l’intera porzione ovest del belvedere fronte mare sta sprofondando nella sabbia.
Adesso tanti curiosi vedono l’arancio sgargiante della recinzione in lontananza: accelerano il passo per raggiungere il lato ovest, uno si affaccia a sbirciare e sentenzia: «Prima o poi sarebbe successo: sprofondava da tempo».
Gli interventi di manutenzione eseguiti negli ultimi anni nella passeggiata - come si presenta dopo il restyling di fine anni ’90 - si contano sulle dita di una mano e si riferiscono a qualche verniciatura ai malandati paletti che sorreggono il parapetto a picco. Eppure alcune cose da fare ci sarebbero. C’è l’imponente palma che svetta all’ingresso del piazzale, vicinissima al parcheggio: ormai è stecchita, se potesse parlare probabilmente implorerebbe di essere abbattuta.
L’anno scorso, una delle rampe (quella centrale) era rimasta danneggiata dal fiume d’acqua confluito a mare durante il violento nubifragio che ha colpito la Romangia. Oggi è il cuboide di cemento e macigni che domina il lato ovest a franare in modo preoccupante.
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