Acqua, ritardo di 11 giorni per avvertire i cittadini
Il risultati delle analisi inviati dalla Asl al Comune solo venerdì pomeriggio L’associazione Civiltà è Progresso intende rivolgersi alla magistratura
PORTO TORRES. «Crediamo che questa volta sia necessario far intervenire la magistratura per accertare se siano ipotizzabili, nel comportamento del gestore unico e di altri enti che hanno la responsabilità della salute pubblica, una serie di reati che vadano dall’interruzione di pubblico servizio, all’omissione di atti d’ufficio, all’attentato alla salute pubblica, e perché no, alla truffa». L’associazione Civiltà è Progresso considera “paradossale e grottesco” quello che accaduto nel pomeriggio di venerdì, intorno alle 14,30, quando una nota ufficiale dell’Asl annunciava al Comune che l’acqua analizzata il 13 luglio non era potabile per il consumo umano e per la preparazione degli alimenti. Da qui l’ordinanza sindacale - mai pubblicata sul sito del Comune perché, a quell’ora chiusi gli uffici, mancava la numerazione da apporre al provvedimento - che conferma il divieto e dice che l’acqua “può essere utilizzata per il lavaggio della frutta e della verdura e per tutti gli usi igienici, compresa l’igiene personale”. Ancora una volta comunque, a meno di un mese dalla revoca dell’ordinanza sindacale di divieto dell’utilizzo di acqua per usi alimentari, la città si trova ad affrontare un’altra emergenza di carattere sanitario e anche economico. «Sto spendendo un capitale per comprare acqua in bottiglia e ovviare alla non potabilità di quella fornita dall’ente gestore – dice una signora -, ma allora non riesco proprio a capire a cosa servono questi incontri pieni di speranza tra gli amministratori e Abbanoa, quando compare improvvisamente il disservizio e per di più dopo 11 giorni dai campioni prelevati dall’Asl». Un “fuori norma” inviato in grave ritardo dunque da parte dell’Asl , ma per fatti di questa gravità non bastano i canali privati per diramare informazioni che riguardano la salute pubblica di gran parte dei residenti. «Qui si sta parlando di cose gravi – aggiunge l’associazione –, si sta parlando della salute dei cittadini nei confronti dei quali ci sono obblighi e responsabilità da parte di diverse istituzioni: è mai possibile che dalla data del prelievo del campione di acqua alla data della comunicazione sia intercorso tutto quel tempo, e cioè ben undici giorni, durante i quali la cittadinanza ha utilizzato acqua inquinata?». I cittadini si chiedono anche se non vi fosse almeno il sospetto, dopo il prelievo, che l’acqua non fosse idonea per il consumo e dunque già inquinata da tempo in modo da allertare immediatamente la popolazione? Quesiti senza alcuna risposta finora, ma a quanto pare il sindaco Sean Wheeler ha intenzione di chiedere lumi all’Asl di questo preoccupante ritardo della comunicazione.
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