Il Pds sollecita lo sblocco del Patto di Stabilità
SASSARI. Il coordinamento territoriale del Partito dei Sardi di Sassari chiede alla Regione di far ricorso alle regole statutarie dell’autonomia regionale per consentire lo sblocco dei fondi...
SASSARI. Il coordinamento territoriale del Partito dei Sardi di Sassari chiede alla Regione di far ricorso alle regole statutarie dell’autonomia regionale per consentire lo sblocco dei fondi trattenuti dal governo a danno dei Comuni della Sardegna. Una richiesa contenuta nella denuncia del PdS che ricorda «lo stato di grave crisi finanziaria in cui si trovano tutti i comuni dell’area vasta del Nord Ovest della Sardegna, non diversamente dalle altre amministrazioni dell’isola, a causa del patto di stabilità statale e dell’imposizione del bilancio armonizzato per le amministrazioni locali». Nelle casse dei comuni sardi, ricorda il PdS, sono presenti ingenti somme percepite dai vari enti finanziatori (governo, Regione, Unione europea) che però «non possono in alcun modo essere spese per le normative che impongono di accantonare quote significative di bilancio per pagare i debiti pregressi dello stato italiano», risorse che servirebbero per risolvere situazioni di grave disagio in cui versano i Comuni e i loro cittadini.
«Ad esempio – afferma il coordinatore territoriale del partito e amministratore Ottavio Sanna, nella sola Sassari sono stanziati tre milioni e 300 mila euro per i cantieri dell'edilizia residenziale pubblica e due milioni 800 mila euro per le manutenzioni nelle scuole, ma le disponibilità di cassa attuali, sono al momento pari a zero, per i vincoli imposti dalla Stato italiano». Ma per uscire da questa situazione «occorre convocare al più presto un tavolo tecnico che riunisca i sindaci dei comuni dell’area vasta, l’Anci, l’assessorato regionale alla Programmazione, i rappresentanti ministeriali, per trovare soluzioni ormai non più rinviabili».
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