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Sassari

La Uiltec: «Bonifiche, basta al terrorismo mediatico»

di Pinuccio Saba
La Uiltec: «Bonifiche, basta al terrorismo mediatico»

Il segretario Tavera ricorda che le istituzioni conoscono la realtà da decenni «Chimica verde e decontaminazione non potranno riassorbire i disoccupati»

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SASSARI. «Le ennesime azioni di disturbo, come i sensazionalismi e la disinformazione usata come arma da vari soggetti politici e istituzionali, persino attraverso i social network, sul tema delle bonifiche allo scopo di creare falsi miti circa la scoperta di siti inquinati nascosti o occultati alla popolazione e alle istituzioni e organi di controllo, sono ormai intollerabili». Cerca di riportare un po’ tutti coi piedi per terra, il segretario territoriale della Uiltec Giovanni Tavera, a pochi giorni dall’ennesima conferenza di servizi sulle bonifiche industriali a Porto Torres (che il dirigente sindacale affronta sia dal punto di vista tecnico-ambientale, sia da quello occupazionale), incontro che è servito solo a rinviare l’ennesima conferenza decisoria al prossimo mese di settembre.

L’ultima riunione è però servita, anche, a varare una serie di prescrizioni delle quali si dovrà tener conto in fase di analisi dei progetti, prescrizioni condivise dalla Uiltec, «convinta sostenitrice delle bonifiche quale azione doverosa nei confronti della comunità turritana, da realizzarsi “senza se e senza ma” con celerità, serietà e soprattutto trasparenza». Un processo, secondo Giovanni Tavera, troppo spesso inquinato da «soggetti che hanno l’obbiettivo neanche tanto velato di rallentare o ostacolare il loro iter, con delle azioni sempre meno accettabili e comprensibili» senza dimenticare poi le lungaggini delle varie riunioni istruttorie che non hanno tempistiche certe e che «fanno intercorrere almeno sei mesi fra una riunione e l'altra, prima di procedere ad una conferenza di servizi decisoria, che al contrario ha lo scopo di sbloccare i progetti». Detto tutto questo, però, il segretario della Uiltec si chiede a chi possa giovare il “terrorismo mediatico” innescato da associazioni, partiti politici e perfino dalle istituzioni. «I recenti fatti che hanno visto gli organi giudiziari impegnati nel sequestro di un’area di proprietà Syndial in cui si erano stoccate palte fosfatiche hanno messo in luce come tali sostanze fossero radioattive – spiega Tavera –. La nostra organizzazione intende stigmatizzare il fatto che alcuni soggetti politici abbiano, su questa notizia, tentato di speculare creando un circo di informazioni poco corrette e tendenti al sensazionalismo mediatico. La radioattività del fosforo è un elemento naturale intrinseco nel composto stesso – sottolinea il dirigente sindacale –, i livelli di radioattività misurati e certificati da istituzioni pubbliche nell’area sequestrata sono di gran lunga inferiori a quelli previsti dalla legge. Inoltre, tutta l’area di Minciaredda e quella della palte fosfatiche non è stata scoperta da coraggiosi e temerari salvatori della patria ma già dai primi anni 90 i tanti soggetti istituzionali come Comune, Provincia, Regione, Ministero competente ne erano a conoscenza».

Che il sito di Porto Torres sia contaminato è un fatto indubbio, ma secondo Tavera il problema va affrontato secondo logica. Come la logica dice che la chimica verde e le bonifiche non potranno riassorbire quel migliaio di lavoratori espulso dal ciclo produttivo. «Quello delle bonifiche è un tema molto delicato che va affrontato con una convinta unità di intenti fra istituzioni, forze politiche e organizzazioni sindacali – conclude Tavera – e che merita di essere affrontato con totale trasparenza e serietà senza necessariamente creare allarmismi e terrorismi pur di apparire, agli occhi dei cittadini, paladini della giustizia e dell’ambiente».

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