La Nuova Sardegna

Sassari

Povertà in crescita e Comune senza soldi

di Barbara Mastino
Povertà in crescita e Comune senza soldi

Appello alla Regione dell’assessore ai Servizi sociali Gigi Sarobba: «Servono più fondi per combattere il disagio»

3 MINUTI DI LETTURA





OZIERI. Povertà in crescita ma interventi sempre meno incisivi da parte dei Servizi sociali: un grave problema che riguarda tutti i comuni sardi dove continua ad aumentare il numero delle famiglie indigenti. A lanciare l’allarme e a chiedere un deciso intervento della Regione è l’assessore comunale ai Servizi sociali Gigi Sarobba, che rivolge un appello alle istituzioni sovracomunali, Regione in primo luogo, affinché mettano mano a una incisiva riforma del settore che snellisca la burocrazia e che tenga conto delle realtà quotidiane e non solo dei “freddi” numeri.

«A Ozieri ci sono tantissime, troppe, persone che non hanno di che vivere: la disoccupazione cresce ogni anno, le imprese falliscono, i ragazzi emigrano e la disperazione aumenta – afferma Sarobba – ma di fronte a questo dramma i Comuni sono inermi e possono limitarsi solo a ricoprire il ruolo di meri esecutori di norme rigide e alle quali manca il contatto con la realtà. Con regolamenti che cambiano di continuo, inoltre, gli operatori non sono messi in condizioni di lavorare e a farne le spese sono i cittadini, in particolare le fasce più deboli». Si pensi a tutti i disagi derivati dal mutamento della formulazione della certificazione Isee, che come si sa ha provocato tanti ritardi e rinvii nelle scadenze dei bandi nei mesi scorsi.

Ma il discorso di Sarobba è molto più ampio, e va a toccare lo spirito stesso delle norme di intervento nel sociale: norme che, appunto, non tengono conto della realtà effettiva. «Tra le tante famiglie senza alcun reddito, che comprendono giovani e meno giovani – dice infatti Sarobba presentando un esempio emblematico –, ci sono anche coloro che il lavoro lo hanno perso da poco, e che nell’anno corrente non possono presentare richieste di accesso alle forme di sostegno, come quelle per il contrasto alla povertà, perché il loro Isee dello scorso anno registra ancora un reddito troppo alto. E’ un dato drammatico, così come drammatica è la situazione di queste famiglie che purtroppo possono essere aiutate solo con interventi diretti e straordinari. Ma il Comune, tutti i Comuni, hanno pochissimi fondi a disposizione, e quindi a queste persone non resta altro che sperare nella solidarietà dei singoli».

L’appello di Sarobba è rivolto quindi alla Regione, chiamata a intervenire con maggiori stanziamenti e con una ridefinizione delle leggi, ma non solo: «Non dimentichiamo – dice l’assessore – le vessazioni ai cittadini che provengono dai gestori dei servizi come Enel e Abbanoa, che anche dopo ripetute richieste di rinvii e dilazioni si rifiutano di venire incontro alle famiglie in difficoltà. Queste situazioni forse non sono sotto gli occhi di tutti – fa presente Sarobba – ma esistono e sono tristemente in crescita. Non si può più continuare a stare solo a guardare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative