Un generoso aiuto per i ragazzi burkinabè
PATTADA. La generosità dei pattadesi, quando serve, si fa sentire. La mostra fotografica e videografica sull’attività decennale dell’associazione Io Mondo in Burkina Faso, ha riscosso un grande...
PATTADA. La generosità dei pattadesi, quando serve, si fa sentire. La mostra fotografica e videografica sull’attività decennale dell’associazione Io Mondo in Burkina Faso, ha riscosso un grande successo. L’evento, organizzato da Elena Deiana, giovane volontaria dell’associazione, si svolse lo scorso dicembre, ma è adesso che l’associazione decide come devolvere il ricavato: 1.110 euro che serviranno, in parte, per la formazione di adolescenti e in parte per lo sviluppo degli altri progetti dell’associazione.
I pattadesi, rimasti colpiti dai racconti della volontaria e dalle immagini, hanno dato il proprio contributo acquistando gli oggetti fatti a mano dagli abitanti del luogo e le suggestive fotografie. La mostra è stata resa possibile grazie al supporto del Comune e alla collaborazione gratuita delle persone che hanno aiutato ad allestirla nel Centro sociale. “Sguardi: nella terra degli uomini integri” è il nome della raccolta. L’associazione Io Mondo, con sede a Milano, opera in Italia e in Burkina Faso, in collaborazione con l’Association pour la protection de l’enfance et la promotion de la femme au Burkina Faso e con le associazioni Faso Leman e Afrika Tiss.
I progetti si sono sviluppati nella capitale Ouagadougou, nel quartiere di Cissein, e nei villaggi di Yamba, Tengongo e Koudoudou. Questi spaziano dalle adozioni a distanza al microcredito per le donne. Si sono sviluppati altri progetti direttamente portati avanti dalle donne del luogo tra cui il doposcuola per bambini e ragazzi, la fabbricazione di bambole e bijoux, burro d’arachidi e saponi. Il progetto seguito in Africa da Elena Deiana è stata la creazione di un punto di ascolto per adolescenti. «Il vero aiuto è far sì che i popoli ritrovino fiducia in loro stessi, si rialzino e portino avanti progetti controllabili da loro», ha commentato. Il lavoro si pone nel quadro più generale dell’alfabetizzazione informatica dei giovani.
Elena Corveddu
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