Ultimo ciak a Sassari per “Bianco di Babbudoiu”
Terminate nella Nurra le riprese della commedia di “Pino e gli Anticorpi” girata dal regista sassarese Igor Biddau con protagonista l’attrice Caterina Murino
SASSARI. Quello che vedrete sul grande schermo è una donna sarda, bella e un po’ svampita, che dopo aver preso fiato per vincere l’emozione illustra a un gruppo di turisti stranieri una bottiglia di Bianco di Babbudoiu: «Nous sommes fiere de vous prèsenter le Blanc de Votre Père», dice traducendo letteralmente l’etichetta del vino. E pazienza se ad ascoltarla ci sono soltanto crucchi che di francese ne sanno quanto un moccioso ne sa di fisica quantistica. Quello che invece non vedrete mai è l’attrice Caterina Murino, un minuto prima del ciak, intenta a discutere nervosamente con gli sceneggiatori del film su come va interpretata la parte: «Ma lo capite che a questa povera Giusy Mannu non possiamo farle parlare il francese bene come me che da tanti anni vivo a Parigi? Altrimenti rischiamo di renderla un personaggio poco credibile».
Scena (vera) rubata sul set dell’esilarante pellicola che i comici sassaresi Pino e gli Anticorpi (al secolo Michele Manca, Stefano Manca e Roberto Fara) hanno appena finito di girare in città e in una tenuta agricola della Nurra con la regia di Igor Biddau. Scena abbastanza consueta, peraltro. Lo rivela lo stesso Michele Manca. «Caterina è una bravissima attrice, molto professionale - spiega - così quando deve interpretare una parte si prepara come fanno le grandi star, cioè si cala perfettamente nel personaggio. Ma il suo è un metodo alla Stanislavskij, troppo strutturato per il nostro genere di comicità, che invece esige la massima spontaneità. E allora qualche istante prima del ciak le diamo indicazioni leggermente diverse rispetto al copione, lei si incazza un pochino e come per miracolo diventa più naturale».Con le dovute differenze, un espediente alla De Sica. «Già, ma ovviamente lei, Caterina, non sa nulla - continua ridacchiando Michele -, lo scoprirà sul giornale adesso che il film è finito».
Questi aneddoti non devono tuttavia trarre in inganno: il feeling tra gli attori, che siano alla loro prima esperienza cinematografica o celebrità come la Bond-girl Murino, è comunque grandissimo. «Un’attrice del calibro di Caterina ci è piovuta dal cielo - racconta ancora Michele Manca -, per fortuna gli siamo stati simpatici e il progetto gli è piaciuto. Mentre io, Stefano e Roberto ci siamo innamorati di lei subito». Battute a parte, la sensazione forte è nel backstage, tra macchine da presa, carrelli, truccatori, costumisti e maestranze varie ci si diverta almeno quanto capiterà agli spettatori nelle sale di tutta Italia a primavera, quando è in programma l’uscita del film. «Del resto è difficile restare seri quando hai a che fare con persone simpatiche come i Pini», racconta Gabriella Manfrè, della produzione.
E in effetti basta una smorfia di uno dei tre comici che tutti scoppiano a ridere persino nei momenti in cui il regista chiede silenzio e la massima concentrazione. Un esempio? Quando al posto del classico avviso «motore», segnale per avvertire la troupe che iniziano le riprese, riecheggia un meno tecnico «ebbè, pronti semmu?».
Insomma, il clima è decisamente rilassato, nessuna traccia di isterie e capricci hollywoodiani. Nessuno perde mai la pazienza, nemmeno quando una scena si deve rifare quattro volte soltanto perché durante la recitazione crolla un elemento scenico oppure perché decolla un aereoplano dal vicino scalo di Fertilia. Davanti a qualsiasi ostacolo nelle tenute di Babbudoiu tutto si risolve con una «degustation».
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