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Sassari

Acqua e utenti morosi, gli slacci continuano

Proteste contro Abbanoa. Civiltà è Progresso: il servizio non può essere interrotto, serve un ufficio qui

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PORTO TORRES. Le rassicurazioni date dall’amministratore delegato di Abbanoa Alessandro Ramazzotti ai vertici dell’amministrazione comunale – in occasione dei due incontri svolti nella sede istituzionale del palazzo del Marchese – hanno lasciato l’amaro in bocca ai numerosi cittadini coinvolti nella “campagna di slacci” dei contatori dell’acqua avviata dall’ente gestore. Che nel frattempo, nonostante le promesse, non ha provveduto a “restituire” l’acqua a quelle famiglie alle quali era stata slacciata. Eppure Abbanoa, parole del vicesindaco Sebastiano Sassu, «ha detto che riallaccerà i contatori degli utenti morosi: molte persone in questo periodo di crisi non hanno potuto provvedere ai pagamenti ma non può essere interrotto un servizio indispensabile come quello idrico». Giuste considerazioni, quelle dell’amministratore, che facevano sperare in un cambiamento, però i fatti di questi giorni raccontano che l’ente gestore sta portando avanti gli slacci seguendo un cronoprogramma ben definito. «Nella maggior parte dei casi si tratta di utenti ai quali per anni non è stata inviata alcuna richiesta di pagamento – ricorda l’associazione Civiltà è Progresso – nonostante ripetute segnalazioni, o peggio ancora sono state inviate fatture in acconto con somme non corrispondenti al consumo reale: maxi bollette con addebiti a partire dal gennaio 2006, nelle quali non solo non si tiene conto di somme prescritte, ma la maggior parte dei consumi viene concentrata negli ultimi periodi facendo sì che gli addebiti siano effettuati nelle fasce tariffarie più elevate».

C’è poi l’altra categoria di utenti, sono quelli che vivono in assoluta indigenza, che non hanno mai pagato, che in molti casi non hanno ricevuto bolletta e che si son visti recapitare bollette di diverse migliaia di euro da pagare in dieci “comode rate” da oltre mille euro ciascuna. «Un nucleo familiare è da oltre un mese senz’acqua – aggiunge Civiltà è Progresso – però i Servizi sociali non possono far fronte alle richieste di Abbanoa che pretende subito oltre duemila euro contro i quattrocento di cui possono disporre. Altro caso è quello dell’imprenditore, con un contenzioso aperto, che ha dovuto resistere “fisicamente” agli operai piombati improvvisamente venerdì mattina con chiavi e tappi per portar via il contatore». Per l’associazione è importante l’apertura di un ufficio a Porto Torres per chiarire problematiche e contenziosi. (g.m.)

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