Il pane tipico sardo: un piacere del gusto da mettere in mostra
OLMEDO. Sono stati circa duemila, secondo le stime della Pro loco di Olmedo organizzatrice dell'evento, i visitatori di “Nel nome del pane”, primo appuntamento in provincia di Sassari per promuovere...
OLMEDO. Sono stati circa duemila, secondo le stime della Pro loco di Olmedo organizzatrice dell'evento, i visitatori di “Nel nome del pane”, primo appuntamento in provincia di Sassari per promuovere il pane sardo tradizionale in vista della sua candidatura a patrimonio immateriale dell’Unesco.
Si tratta in realtà della XXVII edizione della Mostra del pane di cui conserva le caratteristiche delle precedenti edizioni con esposizione dei pani tipici sardi, laboratori di panificazione e degustazioni di piatti a base di pane. Unico assente il convegno scientifico sulla panificazione che era uno dei fiori all'occhiello delle ultime edizioni. Notevole è stato comunque l’interesse per l’esposizione allestita quest'anno all’interno della chiesetta romanica di Nostra Signora di Talia.
Il pistoccu di Sedilo, su coccoi pintadu di Bonarcado, su pane de affidu di Olmedo, sa corona di Santu Lussurgiu, su pani ‘e simula di Cabras sono solo alcuni dei pani tipici che hanno rappresentato le diverse province dell'isola.
Ma il maggiore interesse, secondo gli organizzatori, è stato riscosso dai laboratori di pani artistici decorati sotto la cura di Rosalba Deiana e del suo gruppo di bambini di Tertenia, con la collaborazione delle donne della Pro loco di Olmedo.
Grande interesse anche per la cottura nei forni a legna allestiti in piazza Giovanni XXIII. Tra i turisti giunti per l'evento, molti inglesi e tedeschi.
La novità delle degustazioni di questa edizione è stato un primo piatto particolare: le carasanzas. Si tratta di lasagne di carasau ideate dalla Proloco olmedese, che hanno accompagnato la ben nota e apprezzata pecora ubriaca e l’arrosto di maiale.
Maria Teresa Ruiu
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