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Sassari

Nulvi, un antico volume riscrive due secoli di storia

di Mauro Tedde
Nulvi, un antico volume riscrive due secoli di storia

La straordinaria scoperta del documento è stata fatta da don Francesco Tamponi La cronaca, dalla fondazione della “collegiata” nel 1785, sarà presentata venerdì

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NULVI. L’appassionata e certosina ricerca storica di don Francesco Tamponi direttore dell’ufficio diocesano per i Beni culturali di Tempio e Ampurias ha portato ad una straordinaria scoperta che potrebbe riscrivere e fare tantissima chiarezza sulla storia di Nulvi dalla metà del 1700 a quasi tutto il 1800. Si tratta di un antico volume, “Brevi notizie della collegiata di Nulvi e della sua fondazione - l’anno 1785 -”, una dettagliata cronaca in merito a personaggi ed eventi che animarono la storia di Nulvi, dalla fondazione della sua Collegiata nel 1785, fino al racconto della morte del vescovo don Paolo Pinna, avvenuta nel 1892.

Un prezioso documento redatto da diversi estensori che ha avuto un storia piuttosto avventurosa. Una nota apposta sulle carte di guardia che precedono il testo illumina la storia recente del manoscritto: «L’avvocato prof. Carmine Soro Delitala, morto in Pescia l’8 ottobre 1914, lasciava fra i suoi libri, al nipote, allora studente ginnasiale, prof. Remo Branca, questo manoscritto sulla storia della Collegiata di Nulvi. Rimasto sepolto fra le carte per quaranta anni e ritrovatolo, penso che sia bene rinviarlo in dono al Parroco di Nulvi, il quale potrà ricavarne pensieri ed atti in difesa della fede cattolica del popolo nulvese. Roma novembre 1954. Remo Branca. Una conferma per diffidenza. Remo Branca. Roma - Febbraio 1982».

A custodire il prezioso manoscritto fu quindi il prof. Remo Branca (Sassari 1897 – Roma 1988) una figura poliedrica d’intellettuale e artista, famoso nel campo della Xilografia. Suo nonno Carmine Soro Delitala, con ascendenze nulvesi, fu docente all’Università di Sassari e, tra altre carte lasciò al nipote il manoscritto. Remo Branca a sua volta consegnò il registro a Maria Nunzia Piredda (Sassari 1924-2003) chiamata in famiglia Marinù, che lo custodì accuratamente. Maria Nunzia vantava anch’essa collegamenti con Nulvi, essendo nipote per via materna del medico condotto Ignazio Frasseto, che esercitò nel borgo nell’epoca di passaggio al Novecento.

Marinù, affascinata dal Chronicon della Collegiata di Nulvi ne curò una trascrizione completa, e iniziò un lungo lavoro di critica storica per contestualizzarne le notizie. Questo lavoro purtroppo rimase incompleto. I nipoti e tra questi il prof. Sandro Ruju, volendo onorare la memoria di Marinù, hanno deciso di donare il manoscritto all’Archivio Storico Digitale della Diocesi di Tempio-Ampurias. Gli operatori dell’Archivio Diocesano hanno curato la dematerializzazione del testo e una copia digitale è stata depositata nell’Archivio Parrocchiale di Nulvi.

E venerdì prossimo, alle 18 nella chiesa parrocchiale dell’Assunta, don Francesco Tamponi lo presenterà in anteprima assoluta ai nulvesi dopo un lungo lavoro di acquisizione del documento curato dal Giuseppe Zichi, di trascrizione integrale e di revisione letterale curata da Laura Angioy, di revisione critica della Parafrasi del testo curata da Fabio Ardau e l’attività di editazione e le immagini realizzate da Salvatore Denau.

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