I medici si difendono: «Il concorso? Regolare»
Quattro dei sei indagati hanno reso dichiarazioni spontanee: estranei alle accuse Solo il primario Luciano Cara ha voluto sottoporsi all’interrogatorio di garanzia
SASSARI. Hanno reso dichiarazioni spontanee e respinto ogni accusa. Solo Luciano Cara, primario di Ortopedia e Traumatologia al Marino di Cagliari, assistito dai suoi avvocati Michele e Riccardo Schirò ieri mattina ha deciso di sottoporsi all’interrogatorio di garanzia davanti al gip Giuseppe Grotteria. Gli altri medici indagati per concorso in abuso d’ufficio e falso nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità del concorso Asl per la copertura di nove posti di dirigente medico, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, alcuni hanno reso dichiarazioni spontanee e attraverso i loro legali hanno depositato memorie difensive. «Il concorso è stato regolarmente autorizzato dalla Regione – è la difesa di Peppino Mela, primario a Olbia assistito dal legale Gabriele Satta – Si è svolto con assoluta linearità e ne sono risultati vincitori quanti effettivamente lo meritavano. Né, d’altra parte, ci risulta che alcuno dei non idonei abbia proposto impugnazione davanti al Tar». Come ha spiegato Satta «Mela non ha mai subìto pressioni o anche solo ricevuto sollecitazioni esterne o interne alla commissione esaminatrice per pilotare l’esito del concorso e la relativa graduatoria finale. Non si è mai prestato a manovre illecite in favore di (o per compiacere) chicchessia, che fosse politico, dirigente medico o amministrativo».
I legali dell’altro primario – Luciano Cara – spiegano la decisione del loro assistito di sottoporsi all’interrogatorio: «Ha risposto a tutte le domande – conferma Riccardo Schirò – perché voleva chiarire la sua posizione a 360 gradi, sicuro di non avere alcuna responsabilità in tutta questa vicenda».
Anche gli avvocati Mariano Mameli e Marcello Bazzoni, che tutelano il funzionario della Asl Katia Spanedda (a lei e alla Rassu che si sono ugualmente avvalse della facoltà di non rispondere viene contestato anche il reato di corruzione) hanno depositato una memoria difensiva: «La Spanedda non era nella commissione – spiega Mameli – non ha votato, vorremmo capire su cosa si basano le accuse». La corruzione? «Assurdo – replica Mameli – Avrebbe cioè fatto un accordo con la candidata Rassu per ottenere in cambio del suo appoggio nel superamento del concorso visite ortopediche più veloci per familiari o amici? La Spanedda conosce tutti i primari, è il braccio operativo del settore amministrativo della Asl e secondo il pm aveva bisogno di Marcella Rassu?». In merito al concorso in abuso d’ufficio e falso «la Procura non spiega cosa avrebbe fatto esattamente la Spanedda. Quale abuso ha commesso? Quale falso? Non si possono muovere accuse di questo tipo senza i dovuti riferimenti».
Stessa posizione quella del legale di Marcella Rassu, la candidata arrivata quarta al concorso: «Nelle sue dichiarazioni spontanee – spiega l’avvocato Anna Laura Vargiu – la mia assistita si è dichiarata totalmente estranea ai fatti che le vengono contestati».
All’appello manca il primario Franco Cudoni che sarà sentito dal gip lunedì mattina. Subito dopo Grotteria deciderà sulla richiesta di applicazione delle misure interdittive chieste dal pm.
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