Due grandi ceri “balleranno” in onore dell’Assunta
Oggi a Ploaghe si celebra il rito della discesa dei Candelieri La giornata si concluderà con il concerto di Franca Masu
PLOAGHE. Spenta solo da poche ore l’eco della grande Faradda dei candelieri di Sassari e de Sa Essida dei tre candelieri nulvesi a Ploaghe i portatori dei due candelieri degli agricoltori e dei pastori sono pronti a fare altrettanto e far “ballare” a loro volta i due grandi ceri in occasione della solenne processione dell’Assunta.
Quella del giorno di Ferragosto in realtà è la terza uscita annuale dei due stupendi candelieri di Ploaghe che hanno già fatto la loro uscita in occasione delle processioni del giorno del Corpus Domini e del giorno dell’Ottava. La quarta e ultima uscita annuale si terrà quindi il 22 agosto in occasione della processione dell’Ottava dell’Assunta.
A Ploaghe sono gli obrieri (due maggiori e due minori) a organizzare le uscite insieme ai portatori degli agricoltori e dei pastori che si offrono di condurre i due ceri, intitolati rispettivamente a Gesù Bambino e San Pietro Apostolo e ovviamente insieme al Comune. Il colorito corteo che accompagna i due ceri inizia già nel primo pomeriggio ed attraversa il paese seguendo un itinerario di volta in volta diverso perché deve portare il doveroso saluto alle famiglie degli obrieri. Nell’ultimo tratto del percorso, quello che dal corso Giovanni Spano porta alla chiesa parrocchiale, i due ceri si ricompongono per accompagnare in silenzio, precedendola, la solenne processione dell’Assunta. All’ingresso della piazza il candeliere dei pastori che sino ad allora aveva sfilato in testa al corteo si fa da parte e cede il passo a quello degli agricoltori, inchinandosi in segno di deferenza e in virtù di un antico privilegio che riconosce al cero di Gesù Bambino il diritto di entrare per primo nella piazza. Poi il duplice inchino al passaggio della Vergine che entra in cattedrale fra due ali di folla.
Compiuto il rito sacro i due grandi ceri riconquistano la piazza che si trasforma in una colorita e calorosa arena per le spettacolari evoluzioni dei portatori che in un crescendo di balletti, applausi e incitamenti della folla fanno letteralmente inchinare sulla folla i due grandi ceri per consentire a tutti di toccare le bandiere, gli ornamenti e i simboli sacri e quelli dei gremi.
Dopo il momento intimo e austero della solenne processione accompagnata dalla banda musicale anche questo è un momento molto atteso e coinvolgente perché dà il senso profondo della festa, che è devozione e sacralità ma anche suggestione, gioia, condivisione, orgoglio e appartenenza. Festa che proseguirà poi in serata e nella piazza San Pietro (alle 22) quest’anno sarà la stupenda voce di Franca Masu a dare le giuste emozioni con il suo concerto “Dansa d’amor”, accompagnata da Salvatore Maltana e Fausto Beccalossi. Ispirato dai versi del poeta Raffaele Sari Bozzolo, ligure ma innamorato della cittadina catalana, il concerto di Franca Masu è concepito come una “suite” tra letture e canzoni. I versi d’amore di Sari saranno sapientemente accompagnati dai remix e i live set elaborati da Manlio Porcheddu.
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