Sorso, la villa di Antonello Peru approderà al Tribunale della libertà
Fascicolo di duemila pagine: gli indagati si avvalgono della facoltà di non rispondere. Chiesta la revoca delle misure, i legali hanno depositato istanza al Riesame
SASSARI. Un fascicolo di duemila pagine, un corposo resoconto di indagini da leggere con estrema attenzione. Per questo i legali di Antonello Peru e Alessandra Piras (gli avvocati Luigi Esposito, Marco Enrico e Mariano Mameli) hanno depositato nell’ufficio del gip una comunicazione nella quale preannunciavano che non si sarebbero presentati all’interrogatorio di garanzia (previsto ieri) vista la mole di atti dei quali sono venuti in possesso soltanto mercoledì scorso. I legali hanno già depositato richiesta di riesame. C’erano invece gli altri cinque indagati per concorso in abuso d’ufficio e in abuso edilizio, reati consumati secondo il sostituto procuratore Carlo Scalas all’ombra dei lavori per la ristrutturazione della villa fronte mare del vicepresidente del consiglio regionale Antonello Peru, a Marritza.
Il gip Giuseppe Grotteria una settimana fa aveva vietato all’esponente di Forza Italia di dimorare nel suo paese, Sorso, per i prossimi quattro mesi. Il giudice aveva anche disposto il sequestro preventivo della casa di Peru: una bella villa diventata l’epicentro del terremoto giudiziario che ha coinvolto anche i vertici della polizia municipale della Romangia e l’ufficio tecnico comunale. Il gip ha sospeso per quattro mesi dalle funzioni o dall’esercizio della professione Enrico Cabras, comandante della Polizia intercomunale della Romangia con competenze nei territori di Sorso e di Sennori; Maurizio Loriga, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Sorso; Marco Del Rio, ingegnere dell’Ufficio tecnico e responsabile del servizio Manutenzioni del Comune. Indagati per gli stessi reati Alessandra Piras, architetto, compagna di Antonello Peru e progettista della ristrutturazione della villa e Angelo Antonio Dedola, titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori.
Ieri proprio Dedola, assistito dagli avvocati Sergio Milia e Maria Claudia Pinna, ha reso dichiarazioni spontanee davanti al gip sottolineando il ruolo marginale di esecutore materiale di ordini che gli erano stati impartiti dal direttore dei lavori e spiegando di non aver mai avuto contatti con gli uffici tecnici. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Loriga e Del Rio (assistiti da Gabriele Satta), Cabras (difeso da Loredana Martinez) e Cherchi.
L’inchiesta era scattata un anno fa dopo l’esposto di un vicino di casa di Peru. Gli investigatori hanno lavorato per ricostruire la vicenda della controversa ristrutturazione. Stando alle ipotesi della Procura, l’opera sarebbe stata eseguita in violazione di leggi e regolamenti ma secondo l’avvocato Esposito «una consulenza tecnica dimostra che tutto è stato fatto nel rispetto delle norme».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
