Asinara con meno capre e meno cinghiali
A tutela della biodiversità prosegue l’allontanamento dal Parco degli animali domestici inselvatichiti
PORTO TORRES. Nel Parco nazionale dell’Asinara prosegue l’allontanamento degli ibridi di cinghiale e delle capre inselvatichite presenti sul territorio. Una gestione della fauna domestica inselvatichita a tutela della biodiversità quella portata avanti, così come previsto dal Piano del parco, che alla vigilia di Ferragosto ha portato all’allontanamento dall’isola di 24 ibridi di cinghiale e 43 capre. L’attività, coordinata da Giancarlo Antonelli, è stata possibile grazie al lavoro dell’Ente Foreste e Lidia Fleba, che si sono occupati della cattura e della gestione degli animali fino al loro allontanamento e al controllo sanitario svolto dal Dipartimento di prevenzione del servizio di sanità animale dell'Asl di Sassari e dall’istituto Zooprofilattico della Sardegna. Il protocollo per l’allontanamento delle specie è stato messo a punto da un tavolo tecnico composto da diversi enti - Servizio veterinario Asl, università di Sassari, istituto Zooprofilattico, corpo forestale e di vigilanza Ambientale, Ente Foreste Sardegna ed Ente Parco - e prevede che gli ibridi di cinghiale, per motivi sanitari, possano andare come destinazione in deroga solo al macello e le capre inselvatichite destinate ad aziende zootecniche sarde che ne hanno fatto richiesta. Le capre prima dell’allontanamento dall’Asinara sono sottoposte a un prelievo di sangue per il controllo sulla brucellosi ovicaprina, e poi vengono identificate tramite un bollo alfanumerico. Gli ibridi di cinghiale, invece, vengono ispezionati visivamente dal veterinario Asl: accertato l’idoneità al trasporto, provvede in vincolo sanitario, e in deroga alla normativa vigente, alla spedizione verso il macello di destinazione. (g.m.)
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