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Balli e sorrisi, i 100 anni di zia Maria

Balli e sorrisi, i 100 anni di zia Maria

Musica in Carrela e Sant’Antoni per festeggiare la centenaria

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THIESI. Se l'è meritata tutta la festa in piazza zia Maria Demartis, e i sorrisi che regalava mentre la gente le ballava intorno dimostravano che ha gradito e che in qualche modo era consapevole di meritarsela questa festa. Cento anni sono traguardo incredibile anche nella Sardegna della longevità, arrivarci con la serenità e l'energia di questa donna non era semplice. Per Thiesi zia Maria era l'immagine delle poste, generazioni di paesani che avevano a che fare con lettere, raccomandate e pensioni, con bollettini e pacchi incappavano nel suo sorriso. E molti di loro martedì scorso hanno colto l'occasione di questa festa di piazza per rendergli omaggio e complimentarsi con lei. Cento anni complicati quelli di zia Maria, cento anni difficili. Nata il 18 agosto del 1915, mentre i fanti della Brigata Sassari combattevano sul Carso, zia Maria è rimasta orfana a sette anni ed è stata cresciuta dalle suore dell'asilo infantile. A 21 anni comincia a lavorare per le poste come apprendista, conosce Antonio Meloni si sposa e mette al mondo Gavino e Maria Grazia. La vita non le regala nulla, diventa vedova troppo presto ma non perde la serenità e la voglia di combattere, non perde tempo a disperarsi e continua a credere nel futuro. Forse è per questa filosofia semplice ed efficace che ha raggiunto i cento anni, per questo molti le vogliono bene, per questo i figli Gavino e Maria Grazia (visibilmente emozionati e felici) le hanno voluto regalare questa festa popolare in carrela e Sant'Antoni.

La messa nella chiesetta, poi le tavolate sulla strada, la musica di una band locale, i balli e le risate. C'era Il sindaco Soletta, il parroco don Ruzzu, una enorme torta e un sacco di gente allegra. Zia Maria era lì, serena come sempre, attenta come quando stava dietro al bancone delle poste, sorridente davanti agli scatti di Salvatore Ferrandu, memoria storica del paese, cortese con tutti quelli che si complimentavano, premurosa con i figli e i nipoti, consapevole che bisogna sempre credere nel futuro. Sembrava dire semplicemente: «Anche questa è fatta». (frap)

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