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Turritania

Sassari, l'ex albergo diventerà una residenza multiuso

di Pinuccio Saba
Sassari, l'ex albergo diventerà una residenza multiuso

Il Comune ha presentato alla Regione un progetto che prevede un ostello per studenti e case per famiglie in difficoltà

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SASSARI. Il “nuovo” hotel Turritania, con quella grande tartaruga che incombe sui passanti, non ha mancato di innescare la solita polemica tutta sassarese. Soprattutto perché il murale di Ericailcane è stato terminato a ridosso della Faradda, la festa della sassareseria oltre che processione per sciogliere un voto alla Vergine Assunta che aveva liberato la città dalla peste.

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Ma l’ex hotel Turritania da anni è anche argomento di dibattito politico, culturale e sociale. In molti lo vorrebbero abbattere per “riaprire” il Corso verso viale Porto Torres. Niente di più sbagliato, in realtà, visto che dietro l’ex hotel non solo passa la strada ferrata ma c’è anche un deposito delle ex Ferrovie dello Stato che difficilmente lascerebbero all’amministrazione comunale sassarese uno spazio così importante. Per non parlare poi dei problemi tecnico-logistici che sorgono al solo pensiero di spostare la linea ferroviaria o saltarla con un sovvrapasso.

Quel parallelepibedo, e questo lo riconoscono un po’ tutti, è davvero la nota stonata di piazza Santa’Antonio ma che fa il paio con l’altra palazzina di fronte alla chiesta che stilisticamente stride con le case circostanti. Per anni l’ex albergo è stato ricettacolo di ogni genere di parassiti (e in parte ancora lo è) e ricovero per sbandati. Ora il Turritania è vuoto, ma non si sa cosa farne. O meglio, le ipotesi per il suo riutilizzo sono state tante ma la mancanza di risorse e problemi burocratici hanno bloccato sul nascere, o quasi, tutti i progetti.

Abbattimento. Era una delle idee. Ma a stoppare tutti ci hanno pensato prima la Soprintendenza e poi il ministero ai Beni Culturali. Quell’hotel non può essere abbattuto perché è opera di Vico Mossa, spiegavano anni fa. «Un’opera tardo-razionalista e proto-bruttista», commenta ironicamente il consiglere comunale Simone Campus. Inutili ricorsi e controricorsi anche se alla fine l’amministrazione comunale aveva ottenuto una piccola vittoria: possono essere abbattuti i piani superiori ma non il piano terra perché realizzato su progetto di Vico Mossa. Come dire “fate voi, ma non toccate le fondamenta”.

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Una vittoria di Pirro poiché nessuno, ente pubblico o imprenditore privato, spenderebbe un centesimo per un’opera a metà o senza tornaconto. Ma da quando il Comune è entrato in possesso dell’immobile, le proposte che escludevano l’abbattimento sono state numerose, da ostello a casa dello studente, da casa famiglia a residenza per famiglie in difficoltà economiche. Per mesi il dibattito ha girato intorno a questi argomenti, ma sembra che adesso si sia individuata la strada giusta per una “multisoluzione”.

Ostello e residenza sociale. Questa sembra essere la soluzione più gettonata, che per giunta mette insieme le proposte della maggioranza e dell’opposizione. Il Comune ha anche presentato un progetto alla Regione da inserire in una serie di finanziamenti a favore di opere pubbliche o di pubblica utilità. Progetto che in questa prima fase non è stato preso in esame dalla Regione. Ma questo non ha scoraggiato il Comune: la trattativa è ancora in corso con un duplice fine e cioé la realizzazione di una residenza per studenti, una sorta di ostello, che dovrà convivere con uno spazio riservato alle famiglie indifficoltà, sfrattate o in cerca di un alloggio non a canone sociale (per questo esistono altri enti e uffici), ma a canone calmierato. Una sorta di housing sociale per far fronte, anche se solo parzialmente, all’emergenza abitativa sempre molto pressante e che si è acuita con il dilatarsi della crisi che da anni dilania Sassari e il suo territorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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