L’appello ad Arru: «Potenziate l’unità di Oculistica»
Interviene il vicepresidente della commissione sanità Orrù La richiesta è di puntare sulle eccellenze anziché sui numeri
OZIERI. Guardare alle eccellenze, non ai numeri. Questo l’appello che Marcello Orrù, vicepresidente della commissione regionale Sanità, rivolge all’assessore Luigi Arru che si appresta a varare la riforma della rete ospedaliera. L’esempio emblematico che l’esponente sardista utilizza per illustrare il suo punto di vista è quello del reparto di oculistica dell’ospedale Segni di Ozieri, che Orrù invita a «difendere e potenziare» poiché rappresenta una «eccellenza sanitaria essenziale per il territorio».
In una riforma che guarda solo ai numeri, dice il vicepresidente della commissione, non vanno dimenticate le piccole realtà, piccole solo in apparenza. Anche perché proprio sui numeri, andando a ben guardare, l’Oculistica del Segni ha ben poco da invidiare ad analoghe unità sarde. Senza contare, cosa da non sottovalutare, che essa serve un bacino di utenza vastissimo che va ben oltre i confini dell’Asl 1 come attualmente disegnati.
«Il reparto di Oculistica dell’ospedale Antonio Segni di Ozieri, diretto dal professor Francesco Zanetti - dice infatti nello specifico Orrù - rappresenta un’eccellenza della sanità sarda e va assolutamente tutelato e salvaguardato. Nella sola annualità del 2014 l’unità operativa di Ozieri ha effettuato 11mila e 500 prestazioni di cui quasi 1500 di tipo chirurgico e quasi 10mila di tipo ambulatoriali e diagnostico. Sono numeri lodevoli e fondamentali per il circondario - sottolinea Orrù - che rendono il reparto essenziale per il sistema sanitario regionale. Si tratta di una struttura di eccellenza con forte radicamento tra i cittadini e per questo non solo va difesa dal rischio chiusura ma, per il lodevole lavoro svolto in questi anni, dovrebbe essere potenziata. La giunta Pigliaru non cancelli la storia di una struttura che ha dato tanto e che tanto può ancora dare al territorio», è la conclusione del vicepresidente della commissione regionale sanità, che nella sua nota coglie l’occasione per “bacchettare” sino in fondo la giunta di centrosinistra che governa la Regione per i contenuti della riforma sanitaria.
Orrù pronuncia un deciso «No a una riforma di riordino della sanità che si basa sui soli numeri ma che non si cala nelle reali esigenze dei territori e in tanti casi non tiene conto delle performances e della mole di prestazioni fornite ai cittadini - e ribadisce - la netta contrarietà ad ogni ipotesi di chiusura e depotenziamento dei piccoli ospedali». Tra questi appunto il Segni, che da parte sardista è stato già “difeso”, come si ricorderà, dal segretario del Psd’Az locale Michele Testoni e che, da tante altre forze di opposizione e di maggioranza è stato oggetto di appelli volti a contrastare il depotenziamento e la perdita di autonomia e al contrario a proporre la valorizzazione di servizi essenziali per il territorio.
Tra questi interventi c’è quello del capogruppo di Sel Daniele Cocco, che aveva posto l’accento sulla necessità di potenziare il servizio di Psichiatria, dove dal 1 luglio non sono più in servizio i 2 psichiatri «che operavano in un contesto già di grave disagio» e la Senologia, che stando alle previsioni rischia di aumentare i suoi costi e diminuire il numero di prestazioni «e le ore che il senologo garantiva con grande competenza e con liste di attesa normali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
