Rinasce Reporters testata-laboratorio per la comunicazione
Nuova attività per gli studenti del dipartimento Polcoming Saranno in grado di utilizzare gli strumenti dell’informatica
SASSARI. Esperti di comunicazione ma anche “smanettatori” di computer, in grado cioè di realizzare contenuti editoriali ma anche di utilizzare con piena padronanza gli strumenti informatici ed elettronici che nell’immediato futuro faranno parte integrante di tutte le professioni legate al settore.
Sono queste le figure che vengono fuori dal corso di laurea triennale in Scienze della comunicazione all’interno del Dipartimento di Scienze Politiche, della Comunicazione e Ingegneria dell’informazione (Polcoming) diretto da Antonietta Mazzette. E da quest’anno accademico la formazione sarà arricchita dal Laboratorio giornalistico diretto da Rosario Cecaro, che in pratica ha riportato in vita le testate utilizzate dagli studenti del master in giornalismo oggi non più attivo. «Utilizzeremo la testata Reporters per realizzare il sito web, la radio e la televisione interamente curati dai ragazzi. Avevamo avuto un buon finanziamento, allora, per acquistare apparecchiature all’avanguardia che ancora oggi possono fornire un adeguatissimo supporto all’insegnamento». Così gli studenti del corso triennale Scienze della comunicazione potranno esercitarsi non solo per quanto riguarda gli aspetti teorici ma anche diventare esperti, per esempio, nella creazione di un sito di informazione o nella realizzazione di video pubblicitari. «Penso anche - commenta il presidente del corso Camillo Tidore - alla possibilità di erogare consulenze per le aziende che vogliano interagire con la loro attività, nei social network. È un mondo in continua evoluzione che richiede professionalità anch’esse in continua evoluzione».
L’idea di allargare il campo operativo dei futuri laureati è da un lato al passo coi tempi, vista anche la saturazione del mercato nel settore giornalistico e la trasformazione del mestiere, dall’altro una contromisura rispetto al calo delle iscrizioni non soltanto al corso di Scienze della comunicazione ma in genere all’università. «Il numero magico per il corso - dice ancora Tidore - sarebbe 100 iscritti. Ma negli ultimi anni stiamo viaggiando tra i settanta e gli ottanta. Complice anche la dispersione scolastica sempre molto alta in Sardegna e un dato generazionale con cui in questo momento bisogna fare i conti».
Ecco perché si è reso necessario fornire ai ragazzi una prospettiva occupazionale più ampia, ma sempre utilizzando strumenti che sono ancora validi: «Realizzeremo notiziari in laboratorio - continua Rosario Cecaro - ma gli studenti usciranno dal corso di laurea con le competenze utili a gestire in toto tutti gli aspetti della comunicazione. Come dire, dovranno essere contemporaneamente mente e braccio. Questo per essere competitivi nel mondo del lavoro».
Oltre che l’insegnamento di Ingegneria dell’informazione, all’interno del Dipartimento esiste anche la laurea magistrale, cioè altri due anni dopo il corso in Scienze della comunicazione conclusi i quali si diventa dottori in Comunicazione e Pubbliche amministrazioni. «Un taglio formativo - conclude Tidore - unico in Italia che forma esperti nei rapporti delle amministrazioni pubbliche con l’esterno e nell’analisi di piattaforme digitali. Senza trascurare lo studio di materie come sociologia, glottologia e linguistica, che restano alla base di queste professionalità».
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