Nell’ex ostello la casa dei nomadi
Porto Torres: da un anno marito, moglie e 8 figli vivono abusivamente nella struttura fronte mare
PORTO TORRES. L’ex ostello della gioventù di via Balai è da circa un anno residenza fissa di una famiglia di Rom (marito, moglie e otto figli) che ha occupato abusivamente la struttura a due passi dal parco e dalla spiaggia di Balai. L’immobile è ancora proprietà della Regione – in attesa che la stessa formalizzi con un atto il passaggio di proprietà al Comune – e a quanto pare i residenti abusivi non possono godere di acqua e di luce perché probabilmente non esiste alcun contatore a carico di qualcuno. L’edifico è stato realizzato nel 1973 e in origine ospitava un ostello della gioventù, che dava anche rilevanza turistica alla città turritana, la cui costruzione aveva soltanto il piano terra ampio 195 metri quadri: ambiente che ospitava attività didattico-ricreative, sala da pranzo e servizi igienici. Negli anni successi è stato elevato anche il primo piano, che comprende sette stanze da letto, servizi igienici e un ripostiglio. L’edificio ha inoltre un’area esterna di 430 metri quadri, da adibire a giardino, e un piccolo box ripostiglio di 20 metri quadri. Il Comune aveva inoltrato la prima richiesta di cessione alla Regione il 30 giugno 1998, che qualche mese più tardi autorizzava l’ente locale all’uso del bene per destinarlo a finalità pubbliche di carattere sociale, nelle more dell’atto di passaggio di proprietà. In virtù dell’oggetto consigliato dalla Regione, il Comune consegnò quei locali alla casa di accoglienza per minori “La Bussola”, con una posizione ideale che favoriva l’istruzione e il divertimento dei ragazzi ospiti. Erano state spese migliaia di euro per lavori di ristrutturazione e messa a norma dello stabile, dotandolo anche di un ascensore interno. Dopo l’abbandono della casa famiglia – senza alcuna nota di cessazione dell’attività da parte della società al Comune – l’ultima richiesta dell’ente alla Regione è datata 19 giugno 2009, con allegate tutte le schede catastali richieste.
In attesa della risposta definitiva, comunque, qualcuno ha pensato di consigliare alla famiglia rom di occupare abusivamente una struttura che invece potrebbe dare opportunità di lavoro a tante persone: soprattutto sfruttando quella posizione che si affaccia sul golfo dell’Asinara e offrendo un turismo low cost con vicino il verde dei parchi e la splendida baia di Balai. Anche il commissario straordinario del Comune, durante il suo breve mandato prima delle elezioni amministrative, aveva promesso un interessamento verso i colleghi della Regione, puntando sul fatto che per fruire dell’immobile c’è una clausola che prevede l’utilizzo per fini sociali e non per edilizia abitativa. Pure l’ex sindaco Scarpa aveva assicurato che l’amministrazione avrebbe fatto di tutto affinchè le strutture pubbliche non venissero occupate abusivamente.
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