La Nuova Sardegna

Sassari

«Sono tornati i turisti, è ora di crederci»

di Giovanni Bua
«Sono tornati i turisti, è ora di crederci»

Colombino (Confcommercio): per il terzo anno numeri confortanti, facciamo rete e diventiamo una vera attrazione

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SASSARI. I turisti sono tornati. E, complici le tante giornate ombrose di questo strano agosto, sono rimasti a passeggio nel centro storico della città, regalando una boccata di puro ossigeno ai commercianti che hanno deciso di crederci.

Un dato che si sta consolidando negli anni, complice l’aumento degli stranieri, più mobili e “curiosi” dei vacanzieri nostrani, e il sempre maggior traino di un cartellone che parte dalla cavalcata e culmina nei candelieri iniziando ad avere una certa sostanza oltre che qualità. Una dato che spinge a riflettere, soprattutto la categoria dei commercianti e degli esercenti. Che iniziano a intravedere nel “brullo agosto” una risorsa sempre maggiore, da sfruttare con convinzione.

A parlarne Carlo Colombino, presidente di Confcommercio che, sull’onda delle discussioni sul successo del “modello piazza Tola” che sta rivitalizzando la vita, e l’economia, di una intera zona del centro storico, invita tutti a fare il definitivo salto di qualità: «Sassari può e deve diventare una città turistica – sottolinea – è una realtà che sta crescendo negli anni, è un ruolo che anche i centri turistici dell’area vasta e gli addetti ai lavori ci chiedono di avere, per far crescere l’offerta generale del territorio. È un’opportunità che la nostra economia non si può lasciare sfuggire. Chi ha deciso di investire in questi anni nelle aperture estive, e nel cambiamento dei servizi che questo comporta, sta iniziando ad averne dei frutti. Ed è solo l’inizio».

Il problema è l’offerta complessiva da offrire al turista, spesso straniero con buona capacità di spesa e propensione all’acquisto, che arriva in città magari per poche ore e la deve trovare pronta e operativa. «Piazza Tola – spiega Colombino – è un buon esempio, ma è soprattutto parte di un sistema che cresce tutto insieme o non cresce. Mi spiego, la piazza sta crescendo con l’impulso spontaneo ed entusiasta dei singoli, ma ora siamo al passo successivo. E bene fa l’amministrazione a coinvolgere gli operatori per iniziare a parlare di accessi alla piazza, marchio comune, organizzazione e gestione degli eventi, ordine pubblico. Inevitabilmente perché piazza Tola funzioni dovranno funzionare gli accessi, dal basso e dell’alto. E l’intero centro dovrà essere accogliente, coordinato, segnalato, informato. Bisogna fare sistema insomma e curare tanti piccoli dettagli».

Dettagli che spesso sono stati muri insormontabili. Basti pensare agli orari: «Faccenda delicata – spiega Colombino – ma certo non possiamo pensare di chiudere dall’1 alle 5 con i turisti in giro per la città. Né di non sapere quelle 50 parole base in francesce e tedesco per accogliere i clienti. Sono piccole cose ma che possono fare la differenza nella creazione di un marchio di accoglienza, di un city branding, che parte dalle ottime basi di una città che già molto è migliorata ma che tantissimo ha ancora da dare. Il dialogo con l’amministazione è aperto, molti tabù sono caduti. È ora di seders intorno a una tavolo e inziare a far sul serio, Tutti uniti, ognuno per la sua parte».

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